Il lutto per Elisabetta e l’influenza del sistema monarchico imperiale

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di Sergio Bianchini – La grandiosità del lutto dedicato dai nostri media alla morte di Elisabetta regina del Regno Unito è il segno del nostro legame storico ancora fortissimo con le vicende del potere mondiale del sistema monarchico imperiale inglese.

Un potere particolare quello inglese, che ha dominato il mondo intero costruendo il più vasto sistema coloniale in una lotta permanente con le grandi nazioni europee ( Francia, Italia, Germania) desiderose a loro volta di espandersi economicamente nel mondo ma impossibilitate a farlo senza scontrarsi con la potentissima marina e la finanza inglese.

La particolarità del potere inglese consiste a mio parere nel fatto che la forza della borghesia finanziaria e industriale, dopo un sussulto rivoluzionario di Cromwell durato solo dieci anni cessò di misurarsi (a differenza di quella francese) con l’antico dominio dell’aristocrazia agraria e religiosa anglicana ed iniziò una permanente collaborazione con esso.

In inghilterra avvenne, cento anni prima che in Francia, la prima moderna rivoluzione antifeudale dal 1642 al 1651, sotto la guida di un membro del parlamento Oliviero Cromwell che voleva limitare il potere monarchico.

Cromwell, pur non avendo alcun tipo di addestramento in fatto di tattica militare, dimostrò fin dall’inizio un innato talento per il comando. Riuscì in molte occasioni a dimostrarsi più abile del principe Rupert, veterano di molte campagne in Europa.

I soldati di Cromwell impararono presto ad apprezzare e ammirare il suo coraggio e la sua costante preoccupazione di farli operare nelle migliori condizioni possibili. Sull’onda emotiva della cattura del re, dopo il suo tentativo di fuga, la monarchia fu abolita e, fra il 1649 e il 1653 il paese divenne nominalmente una repubblica, una vera rarità nell’Europa del tempo. La repubblica venne denominata il Commonwealth of England, anche se Cromwell, durante quegli anni, governò a tutti gli effetti come un dittatore militare.

Il parlamento costretto militarmente da Cromwell condannò a morte il re Carlo primo. Cromwell invase la Scozia nel periodo 1650-1651, dopo che gli Scozzesi avevano incoronato re d’Inghilterra Carlo II, figlio di Carlo I.

Interessante che oggi il figlio di Elisabetta si proclami re Carlo III.

Le imprese belliche di Cromwell lo hanno reso molto impopolare in Irlanda e Scozia, due nazioni in precedenza quasi indipendenti che, durante le guerre civili, caddero a tutti gli effetti sotto il dominio inglese. In particolare la brutale repressione delle forze realiste perpetrata da Cromwell in Irlanda nel 1649 ha lasciato un ricordo vivo ancora oggi nella memoria degli irlandesi.

Morì a 59 anni il 3 settembre 1658; soltanto un anno prima aveva nominato suo figlio Richard suo successore come Lord Protettore. A due anni di distanza dalla morte di Cromwell, ufficialmente attribuita a malaria, il parlamento restaurò la monarchia incoronando Carlo II, poiché Richard Cromwell si era dimostrato un “successore non all’altezza” ed era stato costretto alle dimissioni e all’esilio.

Il 30 gennaio 1661, nell’anniversario dell’esecuzione di Carlo I, la salma di Cromwell venne riesumata dall’abbazia di Westminster e sottoposta al rituale dell’esecuzione postuma,  impiccato sventrato e squartato. Al termine il corpo fu gettato in una fossa comune a Tyburn tranne la testa, infilata su un palo ed esposta davanti all’abbazia di Westminster fino al 1685. In seguito il cimelio passò di mano molte volte, per essere finalmente sepolto nel cimitero del Sidney Sussex College, a Cambridge, nel 1960.

Dopo la vicenda gloriosa e sanguinaria di Oliviero Cromwell….gli antichi poteri feudali aristocratico e religioso ripresero il sopravvento ma non cancellarono il potere della borghesia col quale stabilirono una collaborazione attiva.

L’inghilterra creò il Regno Unito comprendente anche Galles, Scozia e Irlanda. Mostrando flessibilità interna (salvo che verso l’Irlanda cattolica)si concentrò nelle vicende del commercio mondiale dove prese il sopravvento attraverso le numerose guerre commerciali del 1700.

Quindi il Regno Unito costruì un enorme impero crollato con la seconda guerra mondiale del 1940-45 dopo la quale la sua egemonia fu assunta dagli Stati Uniti d’America che per più di cento anni le erano stati ostili.

La particolarità della monarchia inglese è proprio nel carattere multipolare (chiesa ,stato, antichità, modernità) e nella flessibilità dei vertici di un potere che al suo interno e con i suoi amici sa usare abilmente i guanti di velluto e le elargizioni anche economiche. Ma per il dominio mondiale e l’egemonia finanziaria non esita mai a ricorrere alla forza costrittiva e militare. Chiarissimo l’esempio delle Falkland.

Anche nelle vicende Italiane la monarchia inglese influì decisamente nella nascita dello stato Italiano supportando costantemente in vari modi Garibaldi e Mazzini.

Più recentemente La prospettiva delle privatizzazioni in Italia fu discussa sullo Yacht Britannia di proprietà della corona del Regno Unito, che il 2 giugno 1992 era ormeggiato al porto di Civitavecchia, in attesa di imbarcare ospiti importanti.

A quattro giorni dalla strage di Capaci i reali d’Inghilterra, diretti a Malta per una visita ufficiale, cambiarono programma fermandosi per alcuni minuti sul luogo dell’eccidio nel tragitto compiuto fra lo scalo aereo di Punta Raisi e il porto di Palermo.

Ma il dato più evidente dello strapotere inglese in Italia (nonostante l’uscita dall’Europa) è la presenza quotidiana nei nostri media dove tutte le vicende della famiglia reale inglese, il cui contenuto mostra una reale disgregazione, vengono analizzate e commentate con una amorevole condiscendenza e servile partecipazione.

Tutto questo a differenza delle altre 11 monarchie europee, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Liechtestain, Monaco, Città del vaticano, Andorra.

Forse a parità di trattamento sono il Regno Unito e la Città del Vaticano che però da noi è potentissima per ragioni note.

Ma il dominio inglese nel mondo è ormai alla fine, è diventato un corollario di quello USA anch’esso in declino e sostenuto solo grazie alla sovversione nel mondo intero e dalla forza armata.

Addio dunque senza lacrime alla superanziana regina e forse all’ultima grandiosità del suo regno.

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