Sapelli, tetto del gas non ha senso

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di Gigi Cabrino – Mentre il consiglio europeo sta discutendo sulle possibilità di price cap al gas può essere utile rileggere un’intervista dell’economista Giulio Sapelli di sole due settimane fa ad una rivista specializzata del settore energia.


Innanzitutto l’economista mette subito in chiaro il problema, non si tratta il gas fisico materiale ma i derivati sul gas ed il prezzo è manipolabile alla borsa di Amsterdam che fabda riferimento.


“Bisogna tornare ai contratti take or Pay e uscire dal mercato di Amsterdam. Straparlare di tetto del gas non ha senso, gli olandesi ci guadagnano perché hanno la borsa loro e i tedeschi non mi pare lo vogliano. Quindici anni prima di Draghi e degli iper-regolatori non c’erano i vincoli di oggi, negli anni Novanta il prezzo del petrolio si fissava in quantità fisiche. Oggi invece si ragiona sui futures, sulle aspettative”.


E sul tetto al prezzo è molto diretto, “non ha nemmeno senso parlare queste cose. Basta una guerra, come quella in Ucraina e i prezzi salgono alle stelle. Ovviamente c’è chi ci guadagna ma parlare di speculazioni, usare termini fascio-peronisti come extra-profitti non fa per me. Berlino ha bisogno di gas rapidamente. Oggi serve gas, parlare di tetto al prezzo è secondario. Perché il vero problema è che Mosca ci manda forniture col contagocce”.


Fine della guerra e stop al dominio della borsa di Amsterdam per Sapelli; “la priorità è farla finita con la guerra. Le sanzioni non servono, lo dice l’Economist e non Sapelli. La guerra si vince sul campo e continuandola rischiamo una guerra nucleare. Sull’energia basta sganciarsi dalla borsa di Amsterdam, si può fare in due minuti”.


E sulla proposta targata PD di un price cap nazionale l’economista dice chiaramente che non sanno di cosa stan parlando; “parliamo di una cosa folle e insensata. Da un lato vogliamo i rigassificatori e poi pretendiamo il tetto nazionale. Anche parlare di autonomia energetica non ha senso. L’energia unisce i popoli, anche durante la guerra ci si scambia petrolio. Nel Pd vedo neo-corporativismo fascista, prima parlava di globalizzazione.”

Concludendo, nel nostro piccolo da osservatori e non da economisti ci chiediamo, anche sulla scorta di altre interviste radiofoniche del prof. Sapelli , che senso ha porre un tetto al prezzo del gas solo relativamente alla Russia quando il prezzo di riferimento è quello delle contrattazioni sui derivati, in particolare futures, alla borsa olandese in cui il gas russo di fatto non viene trattato.

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

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