Elisabetta II, una sovrana tra emozioni antiche e inquietudini moderne dell’Occidente

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di Sergio Bianchini – Tutte le principali religioni presenti nel mondo oggi sono nate a cominciare da 2500 anni fa, Da Zaratustra a Budda e Confucio (con la particolarità senza misteri del Confucianesimo) e poi con Cristo (che qualcuno vede come uno sviluppo di Zaratustra e poi con Maometto e l’islam che è e si auto percepisce come uno sviluppo(collaterale ed eretico secondo Dante) del cristianesimo.

Una caratteristica comune alle religioni è la lotta originaria contro la morale tribale.

I legami parentali, di sangue, vengono dichiarati inferiori al legame religioso con DIO. La morale di fede viene indicata come superiore rispetto ai legami parentali.

Ad esempio nell’organizzazione religiosa ebraica le cariche sacerdotali (contro i sacerdoti Cristo si scaglia in modo veemente) erano ereditarie e passavano di padre in figlio, allo stesso modo di quelle monarchiche.

La supremazia delle morali religiose sulla antichissima morale parentale tribale si afferma in conflitti grandiosi violentissimi. I legami parentali passano in secondo piano ma sono sempre fortissimi. Riproducono le aristocrazie fondiarie medievali e la camera dei lord inglese in cui solo recentemente è stato abolito il passaggio ereditario ne è un esempio grandissimo.

La camera dei lord inglese, un senato formato da senatori a vita di nomina regale è il contraltare delle molteplici mutazioni della lotta per il governo che avviene nella camera dei “comuni”.

Dio patria famiglia, la triade alla base della moralità e della esaltatissima regina Elisabetta, è dall’altro lato considerato un programma retrivo per i moderni intellettuali.

Elisabetta va amata ma non imitata, in lei non c’è alcun femminismo, alcun avventurismo emozionale e amatorio. Nessuna somiglianza con la moglie Diana del figlio Carlo anch’essa amatissima.

E la compresenza stridente di emozioni antiche e di inquietudini moderne non conciliate è la caratteristica dello stato d’anima diffuso a livello di massa in occidente.

E la modernità come si presenta? Come un ulteriore indebolimento dei legami parentali. Questi erano e sono posizionati in seconda linea rispetto alla religione ed allo stato ma nella vita quotidiana erano e sono ancora le basi fondamentali dell’esistenza individuale.

La presenza dello stato un tempo era sporadica, legata al servizio militare ed ai prelievi fiscali.

Oggi la relazione di ciascuno con lo stato è quotidiana e fortissima, dalla scuola alla sanità, al fisco, alle pensioni, alla sicurezza.

In queste condizioni anche la voglia di fare figli, un tempo garanzia esistenziale fondamentale per la famiglia ed i genitori, scende verticalmente.

I figli appaiono perfino come un ostacolo alla carriera ed alla nuova vita che si sviluppa nell’abbondanza di beni e di spazi e di garanzie dello stato sociale.

Ma solo una parte del mondo si trova in queste condizioni. Che appaiono inoltre anche in occidente precarie e soggette alle vicende geopolitiche.

Restiamo immersi nell’acqua antica, materiale e spirituale, con solo la testa fuori ma il livello dell’acqua tende oggi a salire e quindi siamo nell’emergenza continua.

A parte questo non si vede lucidità nell’esaminare la natura strategica del legame esistenziale moderno individuo- comunità- stato ed Il nuovo rapporto necessario tra i single e lo stato.

Ed anche le caratteristiche “divine” che lo stato deve assumere (a cominciare dal criterio di scelta del personale statale) per essere non un burocrate antagonistico rispetto ai cittadini ma un buon custode della vita collettiva.

Cose dei prossimi decenni? Si ma averle chiare è importante secondo me.

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