Virus nei supermercati (sempre rimasti aperti, a differenza dei ristoranti): Covid su Pos e carrelli. La “scoperta” dei Nas

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Gravi carenze igieniche, strutturali e di conservazione degli alimenti in diversi supermercati d’Italia. Tanto che su alcuni dispositivi, una volta effettuati i controlli, sono state trovate tracce di Covid. Questo è quanto è emerso dai controlli dei carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità in almeno 18 supermercati italiani per verificare le misure di sanificazione di ambienti e attrezzature per scongiurare il rischio dei contagi.Il quadro che è emerso è stato piuttosto preoccupante. I Nas hanno eseguito tamponi anti Covid sulle superfici di maggiore contatto coi clienti dei supermercati, come pos, carrelli, cestini e tastierine del bancomat, trovando – in almeno 18 casi su 1060 tamponi – tracce di materiale genetico di coronavirus. Le attività dov’è stata trovata traccia del virus, appartenenti a diverse aziende della grande distribuzione, sono sparse in tutta Italia.

A Roma su un totale di 30 tamponi di superficie, il laboratorio Arpa – Lazio, ha rilevato 4 positività al virus. Nelle province di Latina e Frosinone, i controlli sulle attrezzature e i device in utilizzo da parte dei clienti hanno riscontrato nei campioni prelevati da otto supermercati differenti, in due casi hanno dato esiti positivi al Covid.

A Salerno in un supermercato un controllo su un terminale di pagamento pos ha fatto emergere molteplici tracce genetiche del Coronavirus. A Gubbio e Terni, sono state trovate tre positività ai controlli sulla bilancia del bancone del reparto di gastronomia e, nel secondo caso, sul pos e sui carrelli.

È stata disposta la sanificazione di entrambe le attività di distribuzione e il tampone obbligatorio di tutto il personale.I titolari dei punti vendita sono stati multati per un totale di 6mila euro per la violazione delle procedure di autocontrollo legate ai protocolli di sanificazione. Tantissime anche le carenze igieniche, gestionali e strutturali riscontrate dai carabinieri del Nas un po’ in tutta Italia.

Sono 12 i supermercati che hanno dovuto temporaneamente abbassare la saracinesca, due le tonnellate di prodotti alimentari inadatti al consumo sequestrate per mancanza di tracciabilità e modalità di conservazione non idonea.Le irregolarità individuate, però, sono state molte di più. Complessivamente sono stati ispezionati 981 esercizi commerciali individuati tra quelli di maggiore afflusso, rilevando anomale in 173 punti vendita, pari al 18% del totale. Nove i responsabili di supermercati denunciati e 177 sanzionati per violazioni amministrative per un ammontare di 202 mila euro.

Sono state contestate 226 irregolarità, delle quali 39 riconducibili a carenze igieniche per mancata esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione dei locali e delle attrezzature ad uso comune, l’omessa indicazione delle informazioni agli utenti sulle norme di comportamento e sul rispetto del numero massimo di presenze contemporanee all’interno dei locali e della distanza interpersonale durante gli acquisti e alle casse.

“Occorre garantire la sicurezza delle forniture alimentari alla popolazione sull’intera rete di oltre un milione di realtà divise tra 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita, tra ipermercati (911) supermercati (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000)”, ha commentato la Coldiretti. Dello stesso avviso UeCoop che ha sottolineato come “con oltre 3,5 milioni di pos attivi in Italia” sia necessario continuare a garantire la massima sicurezza anti Covid a consumatori e famiglie che fanno la spesa, ritirano contanti, pagano bollette e fanno la ricarica ai telefonini presso supermercati, negozi e banche. 

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