Terrorismo, prescrizione per Bergamin. Dopo 30 anni allo Stato non interessa più far eseguire la pena

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La Corte d’Assise di Milano ha dichiarato l’estinzione della pena per prescrizione per Luigi Bergamin, il terrorista che si è costituito in Francia dopo il blitz delle Forze dell’Ordine di fine aprile che ha portato all’arresto in totale di nove ex esponenti degli anni di piombo. Lo ha appreso l’ANSA.

La Corte ha accolto il ricorso del difensore Giovanni Ceola.

Sono “trascorsi non solo più di quarant’anni dai gravissimi fatti di reato per cui Bergamin è stato ritenuto responsabile, ma soprattutto più di trenta anni dall’irrevocabilità della pronuncia di condanna” e l’8 aprile è “ormai decorso il termine massimo previsto”, riporta ancora l’agenzia pubblicando ciò che scrive la Corte d’Assise di Milano nell’ordinanza con cui ha dichiarato l’estinzione per prescrizione della pena di 16 anni e 11 mesi per l’ex militante dei Pac che si trova in Francia. La Corte fa notare che “il legislatore” ha stabilito che decorsi 30 anni dalla sentenza che infligge una pena temporanea viene meno “l’interesse dello Stato all’esecuzione della stessa”.

Lo Stato “dovrebbe tutelare il sacrificio” dei suoi servitori che hanno “pagato con la vita e sono stati uccisi” da persone che “volevano sovvertire” l’ordine politico e sociale. E’ il commento di Maurizio Campagna, fratello di Andrea, agente della Digos di Milano assassinato nel 1979, sul provvedimento della Corte d’Assise milanese che ha dichiarato prescritta ed estinta la pena per Luigi Bergamin, l’ex Pac accusato di concorso morale negli omicidi del maresciallo Antonio Santoro e dello stesso poliziotto, ritenendo caduto l’interesse dello Stato a perseguire dopo 30 anni chi ha una condanna che non sia l’ergastolo.

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