Battisti, da ex terrorista (4 omicidi) a vittima? Inizia sciopero della fame. E giudice concede sconto di pena per buona condotta

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 L’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, Cesare BATTISTI, annuncia di aver iniziato uno ‘sciopero totale della fame’. A confermare il gesto di BATTISTI, annunciata in una lettera inoltrata al suo legale, l’avvocato Davide Steccanella che sottolinea come sia stata “una scelta dolorosa ma inevitabile”. Il legale spiega all’Adnkronos infatti che BATTISTI da oltre un anno e mezzo è in isolamento diurno nel carcere di Oristano, isolamento di fatto “del tutto illegittimo”: “La pena dell’isolamento diurno a suo tempo inflitta era di sei mesi per cui e’ stata scontata a giugno”.

A maggio, spiega il legale, è stata presentata istanza formale per il suo trasferimento dal carcere di Oristano o, in alternativa un declassamento della sua classificazione nel regime di Alta Sicurezza (AS2) per terroristi, in quanto “non esistono più di fatto le condizioni di rischio che la giustificherebbero”. Ad oggi, prosegue Steccanella, “non abbiamo ricevuto alcuna risposta. A questo punto al mio assistito non resta che mettere in atto questa forma di protesta. E’ giusto che sconti la sua pena – conclude – ma non in maniera disumana”.

Scriveva Benedetta Tobagi su Repubblica nel maggio scorso, dopo il diniego dei domiciliari: “Decenni di dinieghi, campagne innocentiste e attacchi contro la presunta iniquità dei giudizi sono andati in fumo in un momento. È bastato che l’ex terrorista Cesare Battisti si trovasse in carcere, e diventasse più consono alla sua linea difensiva riconoscersi colpevole dei quattro omicidi per cui è stato condannato anziché gridare alla persecuzione politica, per fare tabula rasa della narrazione che ha sedotto tanti intellettuali, per troppi anni”.

Si leggeva il 18 maggio scorso: “Niente domiciliari per Cesare Battisti. A negarli sono stati i magistrati di sorveglianza di Cagliari, sull’istanza presentata il 10 maggio in cui Battisti, tramite il suo avvocato Davide Steccanella, chiedeva di lasciare il carcere perché affetto da epatite B. La Direzione delle Carceri ha trovato una soluzione interna alla prigione e quindi Battisti non fruirà di alcuna misura alternativa”.

Nel frattempo va ricordato che Cesare Battisti “nel corso della carcerazione subita ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione, facendo, inoltre, registrare una condotta regolare”. Lo scrive il magistrato di Sorveglianza di Cagliari, Maria Cristina Lampis, nell’ultimo provvedimento con cui ha concesso all’ex terrorista dei Pac la liberazione anticipata, ossia i “45 giorni di riduzione pena” previsti per ogni semestre scontato in caso di buona condotta. Gli e’ stata concessa per i due semestri scontati da gennaio 2019 a gennaio 2020. Per l’avvocato Davide Steccanella a Battisti si sta continuando, pertanto, ad applicare un isolamento in carcere illegittimo. 

(red)

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