QATARGATE – Un continente di 447 milioni di cittadini messo sotto scacco da uno Stato di 2,9 milioni di abitanti. E’ questo il sogno europeo?

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di Gigi Cabrino – Lo scandalo delle mazzette del Qatar sta sconvolgendo le istituzioni europee e non mancano i tentativi, almeno in Italia, di cavalcare politicamente la vicenda; i corrotti sarebbero da una parte politica e non dall’altra.

Esercizio molto rischioso, per la verità; innanzitutto perché la storia insegna che quando si parte con inchieste della magistratura su corruzioni varie si fa presto a vedere coinvolti esponenti di più schieramenti, quindi meglio avere un po’ più di prudenza.

Poi perché, al di là delle responsabilità personali che sono ancora tutte da accertare – e se si è garantisti non a senso unico si è pur sempre innocenti fino a sentenza definitiva – lo scandalo è politico, e come ha giustamente osservato Stefania Piazzo, non c’è altro antidoto alla cattiva politica che non sia la buona politica; le tradizioni politiche europee – tutte – sono forti e anche chi come il sottoscritto si considera lontano anni luce dai socialisti europei può confidare nel fatto che le famiglie politiche coinvolte in questa brutta faccenda di mazzette abbiano la forza e lo stimolo di uscirne più forti.

Forse, questo sì, alcuni degli esponenti coinvolti famosi per dare lezioni di moralità gratuite e non richieste, avranno più prudenza e guarderanno prima, come si suol dire, a casa propria.

Ma il fatto, a mio modesto avviso , è un altro e sta tutto nell’autorevolezza che l’Europa deve assolutamente ritrovare; bisogna poterlo dire tranquillamente senza essere accusati di euroscetticismo o anti europeismo.

Se è vero, come è vero, che senza un’Europa forte, libera ed unita non si va da nessuna parte è altrettanto vero che quanto avvenuto in questi giorni – e ribadisco, a costo di sfinimento, al di là delle responsabilità personali dei politici coinvolti – conferma la realtà plastica di un’Europa debole, facilmente manipolabile e per niente autonoma. O quest’Europa cambia alla svelta diventando ciò che deve essere in termini di autorevolezza, credibilità e autonomia o diventa un’UE da operetta.

Il fatto che dovrebbe fare riflettere tutti è che un paese mediorientale come il Qatar, con 2,9 milioni di abitanti – meno del Piemonte per rendere l’idea – e noto ai più solo da quando si è aggiudicato l’organizzazione dei mondiali di calcio, ha ritenuto possibile influenzare a suo favore le politiche dell’Unione Europea che rappresenta 447 milioni di cittadini. E a quanto pare su alcune risoluzioni del Parlamento Europeo ci è anche riuscito.

Forse più delle deprecabili mazzette il brutto di questa faccenda è proprio questo; se l’UE si fa condizionare da un qualunque stato mediorientale dov’è finito il “sogno europeo”?

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

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