Oggi sciopero dei medici e dei veterinari per 24 ore. No alla pensione a 72 anni

18 Dicembre 2023
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La decisione del governo di innalzare a72 anni la pensione dei medici dirigenti sanitari o docenti gli universitari nella manovra di bilancio, ha fatto scattare per oggi uno sciopero di 24 ore della categoria. Per o professionisti dell’Anaao Assome, sindacato di riferimento, si tratta di “un insulto alla categoria, solo per salvare alcune lobby. Questa volta faremo le barricate e siamo disposti a indire nuovi scioperi da subito. Non si salva così la sanità pubblica”. Alla protesta, per lo stesso motivo, aderiscono i medici veterinari. Giorgia Meloni in generale parla di una “situazione drammatica” dei conti pubblici “ereditata soprattutto per il Superbonus”, che “ci ha lasciato un buco da 140 miliardi, quanto lo Stato spende in un anno per tutta la sanità”.

Sta di fatto che oggi è stop a tutti i servizi della sanità ospedaliera e territoriale indispensabili per le diagnosi e le cura non urgenti e per la sicurezza e le forniture alimentari. Le sigle che hanno proclamato lo sciopero nazionale di 24 ore dei medici, veterinari e sanitari del Ssn sono Aaroi-Emac, Fassid, Fvm-Federazione veterinari e medici e Cisl medici. Potrebbero saltare circa 25mila interventi chirurgici programmati, con disagi negli ospedali e sul territorio. Sarà un lunedì nero per gli utenti e per la filiera agroalimentare, affermano in una nota le sigle sindacali, ma “indispensabile per dare un messaggio chiaro alla politica di governo: il Ssn ha bisogno di aiuto. La Legge di Bilancio non lo aiuta affatto. Lo sciopero è l’estrema ratio a cui ricorrere per reclamare il diritto alla salute garantito da personale pubblico, dato che il Governo scaccia dal pubblico impiego i professionisti di cui la Sanità ha bisogno, nel silenzio assordante delle Regioni che, per mantenere i loro sistemi sanitari dovendo ricorrere a cooperativa e gettonisti, dovranno aprire voragini nei loro bilanci”.

Ed è per questo che il 18 dicembre medici, veterinari, farmacisti, psicologi, biologi e i dirigenti sanitari incroceranno le braccia, bloccando tutte le prestazioni funzionali, quindi indispensabili, per tutte le altre prestazioni ospedaliere e territoriali, comprese quelle della filiera alimentare. Si prevede il blocco delle prestazioni anestesiologiche, con paralisi delle sale operatorie e fino a 25mila interventi chirurgici in elezione saltati, dei percorsi prechirurgici, degli ambulatori di terapia del dolore e di tutte le consulenze differenziali. Blocco delle prestazioni di radiologia diagnostica, interventistica e ambulatoriale, della diagnostica di laboratorio, delle prestazioni psicologiche nei consultori, nelle neuropsichiatrie infantili, nei centri di salute mentale, delle prestazioni farmaceutiche in ospedale e sul territorio, dei servizi di igiene e sanità pubblica. Blocco anche dei mercati di import export di derrate alimentari, macellazioni, forniture di carni e prodotti ittici. Aumento dei tempi di attesa nei pronto soccorso.

Lo sciopero di lunedì, avvertono i sindacati, “rappresenta solo l’ultima data delle tante proteste e della mobilitazione che da mesi va avanti e che, in mancanza di segnali chiari, proseguirà nel 2024”. Il 18 dicembre dalle ore 11,00 alle ore 13,00 si svolgerà un presidio di circa 100 medici davanti al Ministero della Salute. Ha l’obiettivo di portare le istanze della manifestazione mobilitazione nazionale ‘al domicilio’ del diretto referente, ossia il ministro della Salute. Contestualmente, in quasi tutte le Regioni, si svolgeranno iniziative per sensibilizzare e portare all’attenzione dei governi nazionali e regionali e della popolazione la situazione di grave crisi del Servizio sanitario nazionale.

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