Caso carceri – Per il gip violenze non “incidente di percorso”

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Per il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere le violenze nel carcere sammaritano non sarebbero state un “mero incidente di percorso”, ma “con tutta probabilità una costante nel rapporto fra indagati (gli agenti ndr) e i detenuti”. E quanto emerge dall’ordinanza con il quale sono state disposte le 52 misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte violenze ai danni dei prigionieri durante la perquisizione straordinaria del 6 aprile 2020, dopo la rivolta del giorno precedente. A convincere il gip, come riporta il provvedimento, sarebbe stata “l’assoluta naturalezza e la mancanza di ogni forma di titubanza” con cui gli agenti avrebbero, per l’accusa, pestato i detenuti. Secondo il gip, se si fosse trattato di un episodio isolato sarebbe stato lecito attendersi esitazione nel colpire i detenuti. Ma questo non trasparirebbe, per l’accusa, nelle immagini acquisite dall’impianto di videosorveglianza del carcere. Si noterebbe invece, per il gip, che certi gesti sarebbero stati compiuti in modo “del tutto naturale”. E i filmati ormai noti non sarebbero gli unici nelle mani degli inquirenti. A rivelarlo il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, che in una conferenza stampa ha sottolineato che le immagini più cruente delle presunte aggressioni non sarebbero quelle diffuse dalla stampa. “Abbiamo chiesto un incontro al capo del Dap Bernardo Petralia, al suo vice Roberto Tartaglia e a Gianfranco De Gesu, responsabile nazionale Detenuti e designato dal ministero per la commissione interna per verificare i fatti di Santa Maria Capua Vetere”, ha poi annunciato Ciambriello.

“Sono stati trasferiti 32 detenuti – ha anche aggiunto – a loro non è stata data nessuna spiegazione. Sono stati trasferiti a Palermo, Palmi, Civitavecchia, Pesaro, Rieti e Modena. Questo clima non ci piace siamo per farli ritornare al più presto in regione Campania”. E durante l’incontro con la stampa di questa mattina non ha risparmiato una stoccata a Salvini, in visita al carcere di Santa Maria lo scorso giovedì, la garante casertana Emanuela Belcuore: “È sempre bene che le istituzioni vengano sul posto a visionare la questione. Io ero fuori dal carcere, poi ho sentito l’intervista di Salvini: alla domanda ‘perché non va dai detenuti’ lui risponde ‘io vado a trovare chi voglio’. Giusto che sia così, ma l’istituzione dovrebbe mediare e fare da ponte tra agenti della polizia penitenziaria, in questo caso, e i reclusi”. E mentre gli interrogatori procedono, questa mattina anche la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese si è espressa sui fatti di Santa Maria Capua Vetere: “Immagini che nessuno di noi avrebbe mai voluto vedere. Su questo la magistratura farà gli interventi del caso, ma non possiamo, sulla base di quanto fatto da alcune persone, criminalizzare un intero copro che fa un lavoro complicato e difficile. Serve fare chiarezza”, ha commentato dopo aver inaugurato una mostra fotografica dedicata a Maradona nel Centro commerciale “Jambo” di Trentola Ducenta, Caserta.

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