La bellezza unica del Padre nostro in gregoriano

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di Marcus Dardi – Il Padre Nostro è sicuramente la preghiera cantata antica più significativa e tradizionale della religione cristiana.

Questa preghiera ci è stata tramandata dai Vangeli, secondo Matteo e secondo Luca e che si riferiscono al discorso della Montagna pronunciato da Gesù proprio per insegnare, ai suoi discepoli, a pregare.

La preghiera cantata in stile gregoriano corale usa una melodia molto antica, precedente al periodo in cui furono diffusi i canti gregoriani.

Il canto gregoriano, che non è una creazione di papa Gregorio Magno, è un canto liturgico che venne fatto rivedere dallo stesso pontefice per “ripulire” il vero canto delle origini, di cui non resta pressoché nulla, per avere un canto ufficiale della chiesa romana. Solo grazie al confronto tra i manoscritti ancora oggi abbondantemente conservati, si possono trovare originali e interessanti varianti, indizio dell’antico canto cristiano.

Il gregoriano è un canto corale monodico, viene eseguito infatti all’unisono senza accompagnamento musicale.

Gregorio I Magno, 64° Papa, visse dal 540 al 604.

Il suo più grave contributo alla Chiesa fu quello di uniformare tutti i canti in tutto il Sacro Romano Impero distruggendo così, con l’uniformità, i veri canti delle origini.

Il canto antico veniva riportato dal IX in poi con la notazione neumatica, Il canto prima veniva trasmesso solo per via orale, e trova solo in seguito una dimensione scritta. Era una notazione in campo aperto, cioè senza riferimenti di altezza del suono. Ma neppure di durata. Non c’erano le righe del moderno pentagramma. I suoni avevano forme strane, seguivano per indicare la loro altezza, la chironomia della mano, cioè il movimento che la mano effettuava per indicare gli intervalli dei suoni dal grave all’acuto. I diversi centri monastici svilupparono poi scritture diverse, le notazioni erano quindi distinte e originali.

In seguito si arrivò a indicare una linea per arrivare ad un tetragramma con notazione diventata quadrata, un rigo musicale composto da quattro linee per arrivare infine al moderno pentagramma.

Testo originale del Padre Nostro

Raeceptis salutaribus moniti,

et divina institutione formati,

audemus dicere:

Pater noster, qui es in cælis:

sanctificétur Nomen Tuum:

advéniat Regnum Tuum:

fiat volúntas Tua,

sicut in cælo, et in terra.

Panem nostrum

cotidiánum da nobis hódie,

et dimítte nobis débita nostra,

sicut et nos

dimíttimus debitóribus nostris.

et ne nos indúcas in tentatiónem,

sed líbera nos a Malo. Amen.

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