Torna il Centro. Cesa, Udc: elezioni non così remote

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“Non ci interessa fare da stampella a maggioranze raccogliticce”. Lo ribadisce in un’intervista al “Tempo” il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, che smentisce qualsiasi accordo per sostenere Conte. Non è stata “mai ventilata l’ipotesi di un’uscita dal centrodestra”, puntualizza al termine del vertice del centro destra, al quale ha partecipato ieri, per analizzare gli sviluppi quotidiani della crisi di governo. “Nella nostra identità democratico-cristiana dialoghiamo e diciamo la nostra. Abbiamo sempre sostenuto che un progetto fatto così – dichiara Cesa – con maggioranze raccogliticce, con la caccia all’ultimo voto, non è utile al Paese. Non ci interessa fare la stampella. Questo lo abbiamo detto alle personalità estranee dalla politica, autorevoli e appartenenti a vari mondi, che ci hanno chiamato, confrontandoci sul quadro politico drammatico che si è venuto a creare”.

Da Palazzo Chigi, assicura, non gli è arrivata nessuna telefonata e nemmeno da Clemente Mastella, che pure si è speso per trovare una via d’uscita all’impasse che si è aperto con l’uscita di Iv dalla maggioranza. A questo punto, prosegue, é “difficile prevedere”, come Conte potrà arrivare a dama. “Si è generata una crisi al buio per irresponsabilità dei suoi protagonisti che getta l’Italia in una palude. Sara molto arduo ricomporre le cose e per questo eventualità di andare alle elezioni non è così remota come si vuol credere. Ma noi non le temiamo”. 

“Non abbiamo paura del voto. Ricordo che nel 2008, nell’epoca del pieno bipolarismo, noi affrontammo le elezioni da soli, né con il centrodestra, né con il centrosinistra. Dunque oggi non le temiamo per noi, ma per il Paese (…) Dopodiché, noi ci rimettiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica Mattarella. Se non dovessero esserci le condizioni per un governo, allora affronteremo le urne”.

Nella riunione dei vertici del centrodestra di ieri pomeriggio, aggiunge Cesa, “abbiamo ribadito la nostra linea di sempre, ovvero che la coalizione deve essere plurale e inclusiva, e non può prescindere da un centro solido, nel solco di quel modello che Silvio Berlusconi, quando era il leader della coalizione, ha sempre attuato con successo. Il centro ha un valore aggiunto se ha una propria agibilità politica, ma questo è utile a tutti, non all’Udc in sé. “Noi rivendichiamo questo: vogliamo dare il nostro contributo al centrodestra sempre, non soltanto nelle crisi di governo. Mi permetto di ricordare che i nostri senatori hanno sempre votato contro la fiducia a questo governo, senza mai saltare un’occasione. Noi non dobbiamo giustificare niente a nessuno della nostra lealtà”, conclude Cesa.

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