Slovenia stoppa adesione della Croazia a Schengen. “Prima rivedere i nuovi confini concessi nel 2017”

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Il nuovo governo sloveno potrebbe condizionare l’ingresso della Croazia nell’area Schengen, dove il Paese balcanico spera di aderire l’anno prossimo, nove anni dopo l’adesione all’Unione europea, all’attuazione della decisione dell’arbitraggio internazionale sulla delimitazione dei confini tra i due Paesi, che a sua volta Zagabria non riconosce. Stando alle fonti del quotidiano di Zagabria Večernji list, la futura ministra degli Esteri slovena, Tanja Fajon, leader dei Socialdemocratici – partito della nuova coalizione di governo di centrosinistra insieme ai centristi del nuovo premier Robert Golob e alla Sinistra – avrebbe posto come uno dei punti programmatici della nuova maggioranza la questione dell’ingresso di Zagabria in Schengen. “Per Schengen bisogna avere regole chiari e trasparenti, tra le quali anche l’attuazione del verdetto dell’arbitraggio con il quale e’ stata definita la linea di confine tra Croazia e Slovenia”, ha detto di recente Fajon, precisando di adoperarsi per una prossima adesione di Zagabria all’area di libera circolazione delle persone. Anche Golob ha confermato che “l’arbitraggio deve essere la solida base dei rapporti sloveno-croati”. Questa posizione del governo di Lubiana potrebbe di fatto bloccare l’adesione della Croazia all’area Schengen, per la quale Zagabria ha soddisfatto tutti i criteri tecnici e formali.

Con la decisione dell’arbitrato sul confine risalente al 2017, alla Slovenia sono stati assegnati quasi i 3/4 della contesa Baia di Pirano, nel Golfo di Trieste, e le viene garantito un regime di libero e indisturbato accesso delle navi dirette al porto di Capodistria. Zagabria rifiuta di riconoscere il verdetto sostenendo che il processo decisionale degli arbitri internazionali fu contaminato da improprie pressioni slovene, ed ha a piu’ riprese offerto negoziati bilaterali.

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