Pentagono chiama Mosca, ma conflitto si allunga. Intanto Putin taglia elettricità alla Finlandia

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La notizia del giorno è questa. Mosca replica così alla richiesta della Finlandia di entrare nella Nato: taglio di fornitura di energia elettrica. Il Corriere infatti riporta che RAO Nordic, l’azienda che gestisce il trasferimento di energia elettrica russa nei Paesi nordici per conto della holding di Stato russa Inter RAO, da oggi chiude i rubinetti. 

Intanto la nuova fase della guerra in Ucraina e’ gia’ aperta e da ieri ha segnato una svolta evidente sul campo e sulla scacchiera diplomatica. Sfumato l’obiettivo di una spedizione lampo sin dalle ore successive all’offensiva del 24 febbraio scorso, si avvia al termine anche la prima fase del conflitto, rivelatasi piu’ cruenta del previsto per gli invasori russi. E’ in corso il riposizionamento nel territorio orientale del paese: gli occupanti ripiegano da Kharkiv mentre le forze ucraine ne respingono l’avanzata sul fiume Severskij Donets a est di Severodonetsk, nell’area di Lugansk. Prosegue senza sostanziali effetti tattici lo stillicidio missilistico dei russi e l’assedio agli irriducibili nell’acciaieria di Azovstal.

In una situazione di stasi se non di stallo, arriva la telefonata tra il Pentagono e la Difesa russa. Non accadeva dal 18 febbraio, sei giorni prima dell’invasione: si riapre un canale ad alto livello tra Washington e Mosca che appariva fossilizzato. Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, ha chiamato l’omologo russo, Serghei Shoigu, chiedendo un cessate il fuoco immediato. Non solo: il portavoce del Pentagono ha sottolineato l’importanza di tenere le linee di comunicazione aperte anche se il contatto non e’ giudicato risolutivo ne’ puo’ preludere a un immediato cambiamento delle posizioni russe.

 Non e’ un mistero che i tempi delle ostilita’ – a dispetto dei voti di molte cancellerie europee – potrebbero allungarsi ben oltre le intenzioni anche di Mosca: la Ue ha staccato un nuovo assegno da 500 milioni di euro in aiuti militari all’Ucraina, per un ammontare totale di due miliardi. E il governo di Kiev avverte: potremmo armare un milione di concittadini per affrontare l’invasore. Lo ha scritto il ministro della Difesa Oleksii Reznikov precisando appunto che il Paese sta entrando in una “nuova, lunga fase della guerra”. Le prossime settimane, avverte, “saranno estremamente dure” e “serviranno unita’, coesione, volonta’ e pazienza”.

Nella complessa partita diplomatica s’iscrive la questione dell’adesione alla Nato di Finlandia e Svezia, che ha offerto oggi al presidente turco Erdogan l’occasione di rimarcare il proprio ruolo: ha motivato la sua contrarieta’ all’ingresso nell’Alleanza dei Paesi scandinavi perche’ sarebbero “una pensione per le organizzazioni terroristiche”. Uno stop che ha suscitato l’immediata reazione della Casa Bianca, con le telefonate del presidente Biden ai leader di Svezia e Finlandia e la successiva dichiarazione: “Hanno diritto di scegliere il proprio futuro”. E riguardo all’opposizione di Ankara, il Dipartimento di Stato ha annunciato che se ne discutera’ nella ministeriale della Nato nel fine settimana a Berlino. 

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