PALAMARA: TENTATIVO DI PARTE DELLA MAGISTRATURA DI INDEBOLIRE IL GOVERNO È EVIDENTE

10 Luglio 2023
Lettura 2 min

di Gigi Cabrino – Luca Palamara è stato sia Deus ex Machina che unico capro espiatorio, quando al sistema non è più servito, dei giochi di potere tra correnti politicizzate della magistratura e potere politico.
In una intervista rilasciata a Libero è intervenuto sui temi giudiziari recenti che hanno coinvolto esponenti del governo.
In molti pensano che siamo tornati ai tempi di Berlusconi: «In questo caso non partirei dalla magistratura ma dal corto circuito che in Italia ciclicamente si verifica quando tutto ciò che “non è sinistra” va al governo. In Italia funziona così da 30 anni. Ora che il centrodestra è di nuovo al potere l’anomalia del rapporto tra politica e magistratura si accentua. Ecco, allora, il disperato tentativo di una parte della informazione, saldata con la parte più politicizzata della magistratura, di strumentalizzare singole vicende del processo di turno per trasformarle in un casus belli di rilevanza politica. Si tratta di un film già visto e ampiamente raccontato nel libro Il Sistema.

È illusorio tentare di risolvere il problema con un approccio “soft” sul tema delle riforme o, ancor peggio, cercando un lascia passare da parte della intera magistratura. Per fortuna ci sono tanti magistrati, la maggioranza, che sono estranei a queste dinamiche».
E sulla coincidenza particolare sui magistrati responsabili dei casi Santanchè e Delmastro appartengano a magistratura democratica Palamara commenta: «Faccio una banale riflessione. Se il “metodo Santanchè” fosse stato applicato alla dottoressa Pedio, sarebbe stata costretta a dimettersi quando venne indagata dalla Procura di Brescia a seguito della accuse del collega Paolo Storari nella vicenda delle mancate iscrizioni nel registro degli indagati dopo le dichiarazioni di Pietro Amara sulla Loggia Ungheria. Nessuno in quel momento gli chiese di chiarire pubblicamente quelle gravi accuse. Per quanto riguarda Attura ho avuto modo di conoscerla come una giudice preparata e corretta. Sulla vicenda Delmastro, però, penso che alcune deposizioni rese da autorevoli dirigenti del Ministero della giustizia, che ho letto in quanto arbitrariamente pubblicate da alcuni giornali, abbiano finitoper complicare il quadro di valutazione della giudice. In ogni caso, fuori da ogni ipocrisia, si tratta di notizie che normalmente circolano e che ben poco hanno di riservato, come aveva ritenuto la Procura».
Ovvio porsi la domanda se il centrodestra orfano di Berlusconi sia attrezzato ad affrontare simili tempeste: «Storicamente il partito che ha investito di più nei rapporti con la magistratura è stato il Pci-Pds-Ds-P d e le correnti più ideologizzate dalla magistratura hanno da sempre “flirtato” con quel mondo, con inevitabili riflessi nello svolgimento dei processi. La magistratura non è immune dai vizi e dalle virtù di altri contesti. Quanti dirigenti pubblici sono stati nominati dal Pd ed ancora oggi rivestono ruoli di potere? Rispetto a questo schema è chiaro che un governo di centrodestra deve inevitabilmente comprendere i meccanismi che presiedono un sistema oramai consolidato di potere che si tramanda da anni e che i racconti fatti al direttore Alessandro Sallusti nel libro Il Sistema hanno contribuito a far comprendere».

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

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Direttrice: Stefania Piazzo
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