Legge su habitat e natura. Lo sgambetto del Ppe

19 Giugno 2023
Lettura 2 min

di Gigi Cabrino – Lo scorso anno è stata proposta una legge europea sul ripristino degli habitat e degli ambienti naturali persi con l’attività agricola, industriale etc… Al voto questa settimana in commissione il PPE principale gruppo al parlamento europeo ha prima tentato di rigettare la proposta, poi ha votato contro.
Eunews ha dato un resoconto della trattativa in corso sulla legislazione in questione.
La Legge sul ripristino della natura è stata proposta dalla Commissione Ue a giugno 2022 e prevede un obiettivo di ripristino degli ecosistemi del 20 per cento delle aree terrestri e marine dell’UE entro il 2030 e in tutte le aree danneggiate dall’inquinamento o dallo sfruttamento intensivo (foreste, pascoli, ecc.) entro il 2050. La bozza di compromesso – il Ppe si è chiamato fuori dai negoziati all’interno del Parlamento per arrivare a questo compromesso – prevede un aumento del target di ripristino del 30 per cento entro il 2030 degli ecosistemi danneggiati, in linea con l’accordo raggiunto alla conferenza sulla biodiversità COP15 di Montreal.


La normativa è da mesi ormai il bersaglio politico del principale gruppo – per numero di seggi, 177 in tutto – al Parlamento europeo, il Partito Popolare Europeo (PPE), che ne chiede il ritiro dal momento che, a suo dire, potrebbe minacciare la produzione agricola e dunque la sicurezza alimentare in un momento delicato, come quello attuale, della guerra di Russia in Ucraina. Il Ppe ha denunciato nelle scorse settimane che gli obiettivi della legislazione mettono a rischio la sicurezza dell’Ue e che la valutazione d’impatto presentata dalla Commissione europea non chiarisce quali potrebbero essere le ricadute della strategia sulla produzione agricola e sul costo della vita.


Per alcuni, una mossa politica in vista delle elezioni europee del 2024, per trovare consenso nell’elettorato agricolo. Per altri, un tentativo di delegittimare l’attuale presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che fa parte della famiglia politica del Ppe e potrebbe ricandidarsi per un secondo mandato ed è la principale artefice del Patto verde per l’Europa, cardine della sua legislatura. Ad ogni modo, la levata di scudi da parte del centrodestra europeo è un fatto reale e il Ppe fa leva sulla minaccia della produzione alimentare e sui mezzi di sussistenza degli agricoltori, per attaccare alcune delle legislazioni chiave del Green Deal, tra cui l’obiettivo di ripristinare un quinto degli habitat danneggiati in tutta l’Europa entro il 2030.

L’opposizione del PPE sul dossier del Green Deal ha contribuito a far bocciare il testo già in due commissioni parlamentari – la commissione agricoltura e sviluppo rurale (Agri) e la commissione per la pesca (Pesch) – che però non sono competenti sul dossier. Envi è la commissione competente sul file legislativo e anche la commissione più ‘green’ di tutte. Anche se la proposta dovesse essere bocciata in commissione Envi, il Parlamento conferma che dovrebbe passare ugualmente al voto della plenaria a luglio (in programma 10-13 luglio). Dopo il rinvio del voto, l’eurodeputato del PPE Peter Liese si è detto convinto che il Parlamento europeo in plenaria respingerà la proposta, dal momento che quanto accaduto oggi in commissione ha svelato chiaramente quanto sono divisi i deputati sulla questione. Anche gli Stati membri stanno portando avanti il lavoro in Consiglio per approvare la posizione negoziale al prossimo Consiglio Ambiente in programma il 20 giugno.

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

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