E’ morto David Sassoli, presidente del Parlamento europeo

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È morto David Sassoli. Dopo due settimane di ricovero in ospedale per una polmonite causata dal batterio della legionella, il presidente del Parlamento europeo ha cessato di vivere all’1.15 della notte. Sassoli era stato ricoverato una prima volta il 15 settembre all’Hopital Civic di Strasburgo, ma la convalescenza si era rivelata complicata, tanto che, per l’esponente dei socialdemocratici europei e del Pd, si è reso necessario un secondo ricovero il 26 dicembre “per il sopraggiungere – come scrive il portavoce Roberto Cuillo – di una grave complicanza dovuta ad una disfunzione del sistema immunitario”. 

Sassoli – sposato e con due figli – aveva già dovuto annullare gli impegni istituzionali da settembre a inizio novembre dello scorso anno, proprio per la legionella, come lui stesso aveva spiegato in un video pubblicato su Twitter dopo la guarigione. La notizia del secondo ricovero aveva provocato un’ondata di preoccupazione e di solidarietà “trasversale” tanto dagli ambienti della politica italiana che di quella europea. Adesso, la notizia del decesso ha trasformato la preoccupazione in sgomento e in tanti sui social, in Italia e all’estero, ricordano Sassoli con stima, rilanciandone l’immagine di serietà, competenza e dedizione alle istituzioni.

 Sempre il portavoce Roberto Cuillo, ha inoltre reso noto che presto saranno comunicate la data e il luogo dei funerali. Nato a Firenze, David Sassoli si era trasferito fin da piccolo a Roma dove divenne giornalista. Assunto in Rai nel 1992 è stato uno dei volti più familiari per il grande pubblico, come conduttore del Tg1, del quale ha raggiunto la vicedirezione. Sassoli era entrato in politica come europarlamentare del Partito democratico nel 2009. La sua è stata una vita proprio con queste due grandi passioni: il giornalismo e la politica. Nel 2013 Sassoli è stato candidato alle primarie per il sindaco di Roma, conclusesi con la vittoria di Ignazio Marino. Poi l’arrivo nelle istituzioni dell’Unione, esperienza culminata con l’elezione alla guida dell’assemblea di Strasburgo il 3 luglio del 2019. 

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