Finché c’è Draghi c’è Speranza

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di Cassandra – Lo difende, lo sostiene e non se ne parla di metterlo in discussione. Il premier Draghi sul ministro della Salute non arretra. “Ringrazio il ministro Speranza  per tutto il lavoro che precede questa decisione e che l’ha permessa”. Cosi’ Mario Draghi, in conferenza stampa. Che dire?

Strada sbarrata a sfiducie e discussioni in materia. Per contro, il leader della Lega non perde occcasione: “Senza la Lega al governo oggi la cabina di regia avrebbe visto prevalere la linea di Speranza, chi vivrà vedrà”, ha detto a margine della sua visita all’hub vaccinale presso la Fabbrica del Vapore a Milano in merito alla mozione di sfiducia contro il ministro della Salute.

Ma la linea che passa è quella del ministero.  “Ci sono stati due fattori fondamentali che, nelle ultime due settimane ci hanno consentito una piegatura della curva epidemiologica. Il primo fattore e’ senz’altro legato alle misure che abbiamo adottato: una parte significativa di Paese, come noto, e’ stato in area rossa, una parte consistente e’ rimasta in area arancione e abbiamo deciso di sospendere in maniera precauzionale, e per una fase piuttosto lunga, l’area gialla. E queste misure possiamo dire che hanno prodotto dei risultati”, ha detto il ministro della Salute intervenendo alla conferenza stampa indetta dal premier Mario Draghi, dopo la cabina di regia a Palazzo Chigi sul tema delle riaperture, con l’obiettivo di illustrare la ‘road map’ sulla graduale uscita dalle restrizioni che affrontera’ l’Italia a partire dal 26 aprile. “Abbiamo un RT che in questo momento e’ a 0,85 a livello nazionale- ha detto Speranza – e l’RT augmented della prossima settimana e’ sotto lo 0,8, abbiamo un’incidenza che e’ scesa a 182 e abbiamo una tendenza, nella stragrande maggioranza delle regioni, verso un miglioramento del quadro epidemiologico”. Ma a questo fattore se ne somma un secondo, che e’ “l’aumento significativo del numero di dosi di vaccino somministrate nel nostro Paese- ha aggiunto il ministro- abbiamo superato ormai largamente i 14 milioni di dosi, abbiamo quasi l’80% delle persone con piu’ di ottant’anni vaccinate con una prima dose e l’accelerazione in corso ci portera’, gia’ nelle prossime settimane, a rendere il numero di persone vaccinate nella fascia a maggior rischio, cioe’ quella che rischia un ricovero grave o addirittura una perdita della vita, a un livello molto alto”. 

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