Ucraina, Alessandri: Alcuni “autonomisti” hanno le idee confuse su Putin. Non si invade un Paese indipendente per rifare l’impero russo

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di Angelo Alessandri – La Russia ha invaso l’Ucraina. Un paese Indipendente. E da autonomista non ho dubbi. Non si aggredisce un paese indipendente. C”erano frizioni, questioni irrisolte, c’erano anche vecchi rancori? Si, anche. Ma uno statista non aggredisce un paese libero. Un uomo di stato non bombarda casa d’ altri. A meno che non sia un folle o un imperialista fanatico.

Nel 91, dopo la caduta del muro, esultammo perche’ il popolo ucraino finalmente otteneva la sua indipendenza, dopo decenni di massacri ( holodomor), sottomissioni e vessazioni sovietiche. Era una vittoria. Per capirci: è come se nel 96 avessimo fatto la Padania ed oggi dopo quasi 30 anni, Roma ci invadesse per riprendersi il Nord.

Lo scrivo per certi presunti autonomisti che forse hanno una bella confusione in testa. E quel giorno in Ucraina, votarono persino il Donbass e la Crimea per staccarsi da Mosca. Poi nacquero 23 anni dopo, più per questioni di potere e con ingerenze reali, le questioni Crimea e Donbass. Ok. Andavano risolti. Assolutamente.

Nel 2014 Putin invade la Crimea e di fatto se la prende. Poteva fare lo stesso oggi. In un ora tutto era finito. Se Donbass vuole annettersi ( non autodeterminarsi) a Mosca è libero di scegliere. Ma se era questo il vero problema in un ora era tutto finito. Ma non era allora quello il problema.

La Nato? Ucraina non è Nato. Piuttosto Estonia, Lituania e Lettonia lo sono. E confinano con Russia con nato da 20/23 anni. E allora? Allora il vero obiettivo era l’Ucraina. O peggio una guerra più vasta se dovessimo ascoltare il Pope di tutti i russi, una guerra di civiltà. Il resto sono scuse di propaganda.

Da sempre la propaganda serve per giustificare le scelte. Come le fantomatiche armi chimiche di Saddam. Ma oggi è chiaro che è tutto un altro film. Un altra storia. Rivuole fare l’impero russo. Molti paesi, come Bielorussia o Cecenia, li controlla da burattinaio. In Ucraina con Yanukovich non ci riuscì. E Kiev era la capitale aravica del KievRus dei tempi antichi. La piazza Maidan lo buttò giù. E allora aveva nel mirino quel popolo. Crimea, Donbass, Kiev. Kiev.

No io qui, da autonomista non ci sto. E applaudo gli ucraini. Non era scontato che lottassero. Non era scontato che dessero la vita per difendere casa loro e la loro libertà. E invece lottano. Non come certi popoli paraculi, individualisti, voltagabbana, rinneganti, pronti ad applaudire sempre il più forte e inchinarsi sempre al nuovo padrone. Ci sono popoli che invece sono pronti a resistere. E hanno tutto il mio rispetto. A prescindere. Sono loro gli invasi.

Chi invade passa sempre nel torto. E questa resistenza ucraina non se la aspettava. Non è stato un blitzkrieg. Non arrendendosi subito hanno obbligato il mondo guardarli morire. Hanno obbligato il mondo a non voltarsi dall’altra parte. Sono Davide. Contro c’è Golia. Dopo il fallito blitzkrieg, adesso manderà le truppe speciali invece dei ragazzini con 3 giorni di razioni, manderà i mezzi moderni invece di quelli scassati. E manderà ceceni, siriani e tutto il resto.

Ma a sto punto vuole una carneficina? Il tempo ha permesso di poter trovare una possibile soluzione. Se cadevano subito era finita così. Se aggredisci sei nel torto. Anche se sei più forte. Anche se potevi avere qualche ragione. Finisci dalla parte sbagliata della storia. E la storia non ha ancora cancellato l’Ucraina: un paese Indipendente . Che non è così lontano da casa nostra . Da Venezia è più vicino di Lampedusa.

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