La lettera – I campioni di solidarietà del Mediterraneo perché non fanno rotta verso Odessa? Ps: Salvini, guarda che il sindaco di Przemysl è di destra

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di Valter Roverato – Chi mai avrebbe pensato che un giorno un leader di una superpotenza mondiale si sarebbe svegliato ed avrebbe deciso di invadere uno stato vicino? Chi mai avrebbe pensato che si sarebbero ancora mossi centinaia di carri armati, migliaia di soldati, che avrebbero ancora solcato i cieli centinaia di missili, che sarebbero ancora piovute dal cielo centinaia di bombe?
Eppure, nel 2022, ciò è successo, ed ecco che si è scatenato l’inferno, non lontano dall’Europa, anzi, ai suoi confini, solo perché il leader russo ha pensato, anche se in realtà lo avrà deciso mesi, se non anni, prima (probabilmente fin dal 2014 quando occupò la Crimea), di attaccare militarmente ed invadere uno stato da sempre tranquillo come l’Ucraina.

In questo inferno di esplosioni, distruzioni, di morti e feriti, di minacce e ritorsioni, di informazione e soprattutto di disinformazione-propaganda, cosa di cui i russi sono maestri, si innesta un’altra tragedia: quella umanitaria, con centinaia di migliaia di persone che fuggono dall’inferno lasciandosi alle spalle tutto quanto: casa, lavoro, oggetti, ricordi, ed altre persone, perché i giovani restano sotto gli attacchi per difendere il proprio paese fino all’ultimo.


In questi giorni abbiamo assistito ad una bella gara di solidarietà che ha coinvolto tutti i paesi europei per accogliere ed assistere al meglio coloro che scappavano dalla guerra.
E’ stato singolare, però, assistere ad un teatrino che è stato messo in scena dall’esperto in teatrini, Salvini. Egli ha pensato bene (?) di farsi un po’ di propaganda, ed in questo ha studiato da Putin (la cui metà, diceva il “capitano”, varrebbe 2 Mattarella), recandosi a Przemysl, una cittadina polacca ai confini con l’Ucraina, per “assistere chi scappa dalla guerra”, a suo dire (non si sa come). Arrivato lì ha incontrato il sindaco che, mostrandogli una maglietta con il volto di Putin, a suo tempo esibita con orgoglio proprio da Salvini, gli ha detto “Io non la ricevo, venga con me al confine a condannarlo, Putin”.

Ed il “bello” è che il “capo” leghista poi ha aggiunto di non essere interessato alla polemica della sinistra italiana o polacca, ignorando che quel sindaco in realtà è di destra, di un partito che ha un programma abbastanza vicino al suo…. In più, successivamente anche un gruppo di italiani, lì presenti loro sì, per aiutare, lo ha contestato al grido di “buffone”, al che il “capitano/capitone” ha abbozzato e se ne è andato piagnucolando con la coda fra le gambe.


Mi è parso di vedere un mondo che funziona alla rovescia: quando i barconi di immigrati attraccavano alle coste italiche, provenienti dalla Libia, c’erano dei parlamentari, di un colore politico diverso da quello di Salvini, che facevano a gara per salirci sopra per farsi vedere in TV che erano loro quelli bravi e buoni, e la Lega protestava; ora invece è stato proprio Salvini ad andare al confine Ucraino-Polacco, sotto i riflettori, per “aiutare chi scappa dalla guerra”, ed è stato contestato addirittura non dall’altra parte politica, ma proprio da uno di destra, come lui, e che stava sul serio dando una mano, concretamente. Chi l’avrebbe mai pensato? Il mondo si è capovolto… o forse no, solo l’Italia…. O forse no, solo i politici italioti, ma quelli nascono già “capovolti” di loro….


Ma bando ai “salvatori” improvvisati alla Salvini, in questo caso c’è bisogno di quelli “professionisti”, ed a tal proposito mi chiedo: dov’è che sono andate a finire quelle navi che vanno sempre puntualmente a soccorrere i barconi dei migranti nel Canale di Sicilia? Dove siete, varie navi “occhi” del Mediterraneo, dove siete “Karole Rakete” che di solito solcate il Mediterraneo alla ricerca di gente da salvare? Dove siete “Richard Gere” vari, che non vedono l’ora di salire su quelle stesse navi, sotto la luce delle telecamere? Perché non fate rotta verso la Crimea, verso Odessa, verso il Mar D’Azov?

Potreste attraccare a quelle coste, imbarcare un po’ di Ucraini che scappano dall’inferno, e portarli, che so, sulle coste della vicina Romania…. Troppo lontano? Beh, allora c’è sempre la Russia, molto più vicina, che non vi negherà certo un porto sicuro, mettendo a tacere le bombe per un po’ (forse). In Italia non ci arrivereste, però, e non avreste l’appoggio di quelle persone che salivano sulle vostre navi per fare passerella, con al seguito le telecamere, in cambio però salvereste delle persone che scappano da una guerra: non è questa la vostra ragion d’essere? Troppa fatica? Allora dite ai vostri armatori di affittare o acquistare dei pullman o dei treni, e mettetevi al comando di questi, per andare a salvare chi scappa dall’Ucraina in fiamme. Ma lo avranno certamente fatto…. Non ho dubbi.


Non vorrei che ci fossero “salvati” di serie A e di serie B, profughi che conviene salvare, e profughi che invece non conviene, sarebbe proprio sconfortante. E se invece il mondo girasse per il verso giusto, invece di essere capovolto? Si può fare in modo di rimetterlo a posto? Come? Semplice (mica tanto), dovremmo avere un popolo fiero, come quello Ucraino, un popolo che non si scoraggia e non indietreggia neanche di fronte alle armi, ai missili, alle bombe, che si fa valere, che ama la sua terra e la difende ad ogni costo… ecco, questo è il “popolo con le palle” di cui avremmo bisogno… ma non credo che ci sia, ed è questo il problema soprattutto della Padania, di quei territori che a parole vorrebbero autonomia, indipendenza, o addirittura secessione, ma non hanno coloro i quali sarebbero disposti ad impegnarsi in prima linea per ottenerla, perché si preferisce piuttosto vivere nelle comodità, al calduccio della propria casetta, come tanti Fantozzi con la famosa frittatona di cipolla, la birra gelata, davanti ad una bella TV a schermo cinematografico che potrà rimbambire il popolo intero a dovere, ed evidentemente è proprio questo ciò che più si preferisce…. Rimbambirsi. E restare schiavi di Roma….

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