Patelli: Due idee sull’assemblea di Biassono

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di Alessandro Patelli – Tra pochi giorni ci sarà l’incontro di Biassono dove gli ex leghisti e gli scontenti della Lega salviniana si incontreranno. Non ho associazioni e nemmeno iscritti quindi non andrò, anche se guarderò il risultato con attenzione.

Ricordo benissimo come Bossi costruì la Lega Nord e le scelte che fece per avere un movimento fatto da persone che il regionalismo, che potremmo chiamare anche autonomismo, l’avevano già perseguito da tempo.

Ho la sensazione che a quell’incontro ci saranno troppe persone che si ritengono capaci di guidare l’alternativa alla Lega salviniana, oppure ritengono che la stessa possa essere cambiata dall’interno.

Credo che nessuna delle due strade siano percorribili, per molteplici motivi personali e politici su cui non mi soffermerò.

Vorrei però, attraverso il giornale “La Nuova Padania” e non dimenticando i miei trascorsi, esprimere alcuni suggerimenti.

Nell’impossibilità di avere un Salvini dimissionario, un Robespierre che possa guidare il malcontento in Lega e in difficoltà, almeno due sono le possibili strade.

La prima, che i vari Movimenti regionali escano dalla Lega Salviniana e facciano un pezzo di strada da soli e successivamente ricostituiscano la Federazione dei movimenti. In questo caso, essendo confluiti nella Lega Nord nel 1991, ritengo che, nei vari cambiamenti statutari, nessuno si sia posto la questione della possibilità di sciogliersi e di riprendersi i vecchi simboli.

La seconda è più complessa, cerco di spiegarmi. Per affermarsi serve un personaggio forte che sappia far parlare di sé attraverso provocazioni politiche. E non solo: che giornalmente o settimanalmente possa esternare. Bossi fu maestro in questo campo.

A Biassono il 15 ottobre ci saranno questi requisiti? Io ancora non li vedo. Forse un leader dovrebbe essere cercato fuori dalla cerchia leghista ma non della autonomia, molto vicino alle idee leghiste pre -salviniane.

Un personaggio già affermato, conosciuto pubblicamente e su cui hanno spettegolato spesso, che cerca di presentare una lista alle prossime regionali lombarde, fuori dall’ambito leghista esiste.

Posso sintetizzare il suo programma in: autonomia regionale sul modello siciliano, moneta complementare all’euro, uscita dall’Europa e dalla Nato, sostenere la pace… e vi sarebbero molti altri contenuti presenti nei progetti precedenti alla Lega salviniana.

Un leader con un aggregato degli autonomisti presenti a Biassono e una buona organizzazione, potrebbe avviare una nuova fase autonomista o comunque un’affermazione alle prossime regionali.

Se non si prende una di queste strade o un’altra simile, nel momento che si sta formando il governo più centralista che sia mai capitato e con la Lega in difficoltà, bisognerà abbandonare ogni velleità sull’autonomia regionale per i decenni futuri.

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