La partita a biliardo di Mario Draghi. Uno alla volta, tutti i partiti in buca

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di Giovanni Robusti – La scenografia sta rendendo chiaro agli italiani il grande baratro che divide la gente, votante, dai partiti. Pare di vedere un film con i commenti che sono relativi ad una partita di calcio. Come se i partiti stessero vedendo un altro canale televisivo. Il Governo, dopo aver giurato, si presenterà in Parlamento per dire cosa vuol fare da qui al voto e lo voteranno tutti o quasi. Ma ci vuole poco per capirlo.

La scadenza naturale del voto è nel marzo del 2023. Siamo a marzo 2021. Sino a marzo 2022 per la pandemia e per il semestre bianco, non si può andare a votare. Tra che il nuovo Presidente della Repubblica entri nel pieno delle sue funzioni si arriva a meta del 2022. Quindi che senso ha chiedersi “ma per quanto tempo vuole fare il governo tecnico Draghi?”. Come se fosse l’usurpatore della democrazia. E vedrete che vicino alle elezioni si ribalteranno le opinioni scandalizzandosi se non restasse il Governo Draghi. Per paura che lo stesso si possa ripresentare come politico praticante. Cosa impensabile, ma grideranno lo stesso.

E’ inevitabile che Draghi gestirà anche i passaggi tecnici delle elezioni del 2022/2023. E intanto che scorre il film e i partiti commentano la partita di calcio che credono di vedere solo loro, Mario Draghi va avanti come se niente fosse.

Primo. Tace. E tra tanti che blaterano, fa la differenza e si sente benissimo, come se parlasse. Poi gioca a biliardo mandando in buca ogni palla/partito. Ed è anche abile perché lo fa sempre per colpi di sponda. Non colpisce direttamente nulla. Sono le singole palle che, colpendosi a vicenda, si mandano in buca. Poi il colpo finale, vedrete, lo farà in Parlamento mandano in buca l’ultima palla. Il PD, mai con la Lega. Come se non lo avesse già fatto nel ’95. Governo Dini dopo lo strappo con Berlusconi. La Lega, mai con i 5Stelle. Come se non avessero cercato loro i 5S a inizio legislatura e insieme avessero tirato fuori dal cilindro l’avv. Giuseppe Conte. Ignoto e ignaro avvocato pugliese. Nessuna patrimoniale, urla qualcuno. Draghi non ha parlato e non ha certo parlato di patrimoniale. Quota 100 si, quota 100 credo cambi canale quantomeno annoiata se no. Il buon senso e il pragmatismo di chi deve mettere la cena sul tavolo tutte le sere, e bastasse quello, giudica ciò che si vede e si sente roba da far veramente ….. . Non fatemi proseguire.

Credo che più si andrà avanti di questo passo, più alle prossime elezioni nelle urne si potrebbero avere veramente delle sorprese. Una volta tanto in questo immobile paese. Che non sa decidersi su nulla proteso a difendere il proprio piccolo orticello. Potrebbe veramente cambiare qualcosa.

Qui sta saltando tutto. I giovani scappano. Il lavoro non c’è e lo vedremo quanto toglieranno il blocco ai licenziamenti. Le partite IVA sono congelate e sospese tra lavoro che non c’è e scadenze per ora congelate. Ma dopo, sempre senza lavoro e con le scadenze riattivate sarà un cimitero. E in questo contesto sentire dire “io ci sto ma lui non deve venire” pare proprio di sentire l’ora di ricreazione dell’asilo.

Ma proprio l’asilo dei più piccoli dove ci si litiga per la merendina e si urla alla maestre, “lui mi ha spinto”. “Mi ha rubato la marmellata”. Roba da matti. E intanto il nemico mortale e silenzioso va vanti per la sua strada. E anche lì pare che ci sia Brancaleon a gestire. Per fortuna che a lavorare sul campo c’è la gente di strada della cena di cui sopra. Adesso vedrete che uscirà la storia di chi gestirà il piano vaccinale. Bertolaso, Arcuri, GianBurrasca, Topogigio? Per fortuna Draghi per ora tace. Quando parlerà saprà cosa dire. Almeno questa certezza lasciatela, in silenzio, per favore.

Photo by Marcelo Leal

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