I gran mariuoli europei. Bruxelles non è diversa da Roma. Una catena democratica di incompetenze. Santa Lucia, facci aprire gli occhi

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di Stefania Piazzo – Altro che Europa sotto attacco, come ha affermato la presidente dell’Europarlamento, Roberta Metsola. L’inchiesta che solleva uno dei più brutti coperchi sull’istituzione che dovrebbe rappresentare il senso di appartenenza ad un progetto comune, parla di valige, trolley pieni di denaro, ottenuti, questa è l’accusa, per ammorbidire la posizione dell’istituzione e delle sue deliberazioni nei confronti del Qtar. Soldi a valangate, 750mila da una parte secondo l’accusa per la vicepresidente del Parlamento europeo, altre centinaia di migliaia per Antonio Panzeri, ex Pd, di Articolo 1.

La polizia belga parla di una rete criminale. E di una ong usata come cavallo di Troia. Regali principeschi, mazzette e una rete italiana di sostegno. Come è di rito, si scrive che sarà la magistratura a fare chiarezza. Ma a prescindere, è tutto chiaro. Politici eletti democraticamente, quindi legittimati a stare lì, non hanno trovato accanto a loro un sistema evidentemente capace di essere un antidoto al peggio della politica.

Democraticamente legittimati a decidere se incassare o meno. Democraticamente spediti dal popolo, ad avere il potere di barattare.

Non ci stupiamo. Sotto Natale l’inchiesta sembra scivolare via su una pelle assuefatta al peggio. Il peggio della politica. Dove non c’è un antidoto, il veleno fa il suo effetto e porta a bloccare tutti gli organi vitali della politica. Il punto è che l’antidoto è anche la stessa politica nella sua affermazione di capacità di intercettare e discriminare, capire ciò che passa davanti agli occhi.

Come si possono votare risoluzioni clementi, documenti che per arrivare sin lì hanno pagato una valigia “piena di”? Ma, anche, come si fa a non far sapere che è stato votato un cumulo di sciocchezze simili? Perché se c’è una maggioranza, a volte esiste anche una opposizione. Nessuno ne ha parlato, fino a ieri. Chi ha votato contro ha avuto il sentore che qualcosa fosse inquinato? E nessuno ha sentito il dovere di informarci?

La classifica delle incompetenze sembra, a prima vista, piuttosto lunghetta. E la magistratura, ancora una volta, come è già successo, si è sostituita alla politica. E, aggiungiamo noi, alla democrazia.

Quanti elettori sanno a cosa serve il Parlamento europeo? O la Commissione europea? Quanti politici sanno spiegare cosa fanno tra Strasburgo e Bruxelles? Quanta stampa non si limita a raccontare solo i fatti d’aula ma si cimenta in qualche minima inchiesta?

Non si vuol dire che siamo colpevoli anche noi cittadini o giornalisti, ma quel potere di interdizione al peggio che sta nell’avere un piccolo kit di conoscenza, forse renderebbe meno veloce, meno scontata l’ascesa al potere per via democratica, a stuoli di faccendieri della politica. Provare a dare una soluzione epistocratica, di potere della conoscenza, alle future generazioni, potrebbe evitare la disgregazione delle istituzioni. Altro che Europa sotto attacco. Santa Lucia, facci aprire gli occhi.

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