Club del Beagle-Beagle Harrier. Il presidente Ferrari e il nuovo consiglio direttivo nominano Gherdovich vicepresidente per rappresentare la tutela della razza

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Il Club del Beagle e del Beagle Harrier riporta ai vertici Simone Gherdovich. Grazie alla volontà del neopresidente del Club, Sebastiano Ferrari, l’allevatore toscano torna con tutti gli onori come numero due in Italia nel rappresentare la razza Beagle ai massimi vertici dell’Enci. La decisione arriva all’unanimità dal nuovo consiglio direttivo del Club del Beagle e del Beagle Harrier, presieduto da poche settimane dall’allevatore di beagle harrier Sebastiano Ferrari. Che non ha dubbi, come i membri più anziani rimasti nel consiglio: Simone Gherdovich ha requisiti e titoli per meritare di tornare al suo posto ed essere la voce del beagle in seno alla Prosegugio e all’Enci. Soddisfatti soprattutto i fondatori del Club dopo che nel nuovo corso non compaiono più all’appello altri allevatori di peso nazionale ed estero, oltre che cinque esperti giudici. Un botto. Ma archiviato il vecchio consiglio, il Club ha pensato di richiamare alle armi il fuoriclasse Gherdovich, per dare una spinta nella giusta direzione al lungimirante cammino di Ferrari.

Gherdovich peraltro non alleva solo beagle. Il competente toscano, infatti, si occupa pure di bouledogue francais, anche quelli esotici molto di moda e molto richiesti (https://www.facebook.com/Florenceprestigefrenchbulldog/) ma anche di barboncini (https://www.facebook.com/barbunskennel). Più sotto i video con i bouledogue e i beagle.

Nel corso dell’assemblea del 29 gennaio scorso per il rinnovo degli organi sociali c’è chi si spinge oltre e afferma davanti ai presenti che “a Simone dobbiamo delle scuse”. Scuse per quali fatti?

E’ il lontano 2018 e una bufera si abbatte su un blasonato allevamento di Barberino del Mugello. Irrompe la Forestale e contesta anomalie di varia natura nella gestione dei 226 cani di razza presenti, beagle e anche bulldog francesi. Il Club del Beagle-Beagle Harrier di allora scrive una nota per biasimare qualsivoglia pratica scorretta nella gestione di un allevamento. Nessun nome ma Simone Gherdovich spontaneamente lascia la vicepresidenza dell’associazione, dichiarando sempre la sua estraneità ai fatti.

“Assolti con formula piena”, si legge poi in questi giorni su una pagina social dedicata al mondo beagle dove divampa un’altra querelle, quella dei controlli parentali sul dna di riproduttori e cuccioli che portano il noto affisso, con pedigree sospesi perché in fase di verifica. Insomma, gli esami non finiscono mai.

La vita riprende e riprende l’attività di Casa Gherdovich. Ma c’è chi fa notare come l’affisso non si trovi nell’elenco degli allevatori Enci. Cosa sia accaduto nel frattempo non si sa. Anche perché la pagina facebook dell’affisso continua a essere attiva e presente. Indubbiamente sarà un errore dell’Enci la cancellazione dall’elenco.

Ed ecco qualcosa che rompe la festa del ritorno sulle scene della cinofilia istituzionale. Dallo scorso anno l’Enci ha in corso delle verifiche parentali su decine di soggetti di Casa Gherdovich. Il controllo riguarda la corrispondenza tra il dna dei genitori dichiarati nel pedigree e i cuccioli venduti ad altrettanti privati. Decine di pedigree vengono momentaneamente sospesi. Tutto, ovviamente, è in fase di verifica. Il garantismo è d’obbligo, come sempre. Tutto prima o poi si chiarirà, come per i fatti del passato.

Sui social “scoppia il caso” ma il Club non lo ritiene di interesse e alle testimonianze su facebook non dà credito. Il consiglio offre solidarietà e invita il vicepresidente a guardare oltre.

Di ufficiale, per tutti, e per lo stesso Club, c’è il Libro genealogico pubblico da consultare per contare i soggetti nel limbo e attendere chiarimenti. Dovrà essere l’Ente nazionale per la cinofilia a esprimersi. Quali siano i tempi e le decisioni non è dato sapere.

Nel frattempo sui social è lo stesso Gherdovich ad annunciare in un video che fa il pieno di like l’addio all’essere presente in prima persona nella sua attività, a denunciare di essere vittima di una tenaglia che lo vede preso continuamente di mira, frutto di invidia e di cattiverie, minacce, ricatti… persino di nove attacchi hacker e, per ragioni di salute, afferma di lasciare le scene, diventando però consulente di una neonata srl dedicata alla cinofilia, Cinofila società agricola srl che, spiega lo stesso Gherdovich in un video, ha acquistato tutti i suoi riproduttori. Qui sotto il suo comunicato, che ottiene il like del presidente Ferrari e di altri membri del direttivo del Club. Sostegno pieno incondizionato, quindi, dal Club che fa quadrato attorno al suo socio.

https://www.facebook.com/beagledicasagherdovich/videos/4982767545116580

Intanto sui social si leggono le repliche a difesa dell’allevamento in cui si tiene a precisare che i problemi sui pedigree sarebbero attribuibili alla negligenza della locale sezione cinofila e a errori delle maestranze nel mischiare i cuccioli nei box. Casa Gherdovich declina qualsiasi responsabilità.

Ecco alcuni passaggi pubblicati a firma di Kaori Monaco che qui riportiamo per diritto di replica rispetto agli strali social: “….può essere che sono state scambiate le madri invece dei cuccioli, quindi non tornano perche sono tutti fratelli ma di cucciolate diverse. Il pedigree potete ottenerlo in rsr, e in 23 anni è successo soltanto in quel periodo lì. I ragazzi hanno sbagliato, ed allo stesso tempo hanno fatto miracoli. Una pandemia mondiale credo che sia un evento sufficientemente straordinario per comprendere le problematiche…”.

E, ancora: “in 23 anni ci hanno fatto decine di controlli parentali tutti perfettamente regolari. Nell’estate 2020 abbiamo avuto a lavorare persone che si sono rivelate assolutamente “distratte” nelle fasi di pulizia box per rimettere i cuccioli insieme alle madri. Errare è umano e ci assumiamo le responsabilità dei nostri collaboratori…”.

Poi: “A nome di mio marito inspiegabilmente bloccato su questo gruppo (indice di poca chiarezza da parte degli amministratori non fornire il diritto di replica al diretto interessato) invito tutte le persone che hanno un problema con mio marito a contattarlo alla mail simone.gherdo@gmail.com per trovare una soluzione. Si tratta delle cucciolate di autunno 2020 riaperture post covid. Per le altre faccio presente che abbiamo oltre 300 pedigree a casa nostra mai ritirati dai proprietari (indirizzi sconosciuti, numeri telefonici non attivi). Grazie a tutti per la disponibilità“.

Infine: “…. Estate 2020 personale ridotto ad un terzo causa covid, 20 cucciolate presenti in allevamento, tre persone per oltre 250 cani che lavorano 13/14 ore al giorno. Ci sono stati degli errori e sono stati predisposti dei rimborsi. Poi passare dalla ragione al torto diffamando la gente è un attimo…“.

Per chiudere: “c’è dietro le chiusure per il covid e i casini che ci ha fatto il gruppo cinofilo.. i diretti interessati sono tutti al corrente“.

Tutto chiarissimo. Più di così, con la massima disponibilità a pagare per errori altrui.

Ma un altro improvviso accidente si abbatte inspiegabilmente sull’attività ed è dal profilo social Bryan Vittorio Gherdovich che si legge questo accoratissimo post, questa volta riguardante i barboncini. Viene in mente allora il video di Gherdovich in cui afferma di essere preso di mira. Non c’ è pace.

E nel mentre, sperando che il cielo torni sereno e che le forze dell’ordine grazie alla collaborazione dell’allevatore, stronchino i traffici, chiudiamo con un pensiero sui beagle.

Alle selezioni per la finale del prossimo campionato sociale regionale lombardo (vedi locandina) , a rappresentare il Club nelle prove di lavoro, alla richiesta degli organizzatori di segnalare gli equipaggi, sono pervenuti dal Club solo soggetti di razza beagle harrier: tre equipaggi su tre. La sola nota stonata davvero dall’inizio della nuova presidenza che, fino ad ora, non aveva sbagliato un colpo, allargando i propri orizzonti. Sono rimasti infatti esclusi i beagle che nel corso del 2021 avevano ottenuto il più alto numero di qualifiche. Una dimenticanza o l’inizio del cammino verso il Club del Beagle Harrier senza il Beagle?

Foto di Marco Rimmel

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