Addio all’autonomista Enrico Berio, padre dell’Alpazur

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di Luigi Basso – Enrico Berio è mancato oggi a Sanremo.
Prima di affrontare il Viaggio verso l’ignoto e l’inimmaginabile ha ricevuto gli ultimi due doni dalla Vita.
Il primo dono: festeggiare, con le figlie, i familiari e gli amici, quelli di una vita e quelli che lo hanno accompagnato nell’ultima tratto di strada, il 100esimo compleanno: una torta ed un sorso di ottimo prosecco hanno accompagnato il suo ultimo discorso in pubblico, una sorta di testamento politico e culturale, pronunciato con la consapevolezza di essere arrivato alle ultime curve del suo incredibile viaggio terreno.
Il secondo dono: vedere la posa della pietra angolare del suo progetto politico, veder trasformarsi il suo sogno in azione concreta e tangibile, ovvero assistere alla firma, tra Italia e Francia, del Trattato del Quirinale, il Trattato Internazionale che certifica la comunanza di vita tra i popoli confinati in Francia ed Italia che vivono a ridosso delle Alpi.


Nato a Oneglia il 26 settembre 1922, laureato in giurisprudenza, ha vissuto prima a Cuneo e, poi, per quasi mezzo secolo a Sanremo.
È stato lo storico funzionario dell’Archivio di Stato di Imperia, Sanremo e Ventimiglia.
La sua produzione intellettuale ha spaziato in molteplici campi, denotando quell’eclettismo che appartiene solo ai grandi spiriti: scrittore di romanzi, cronista storico, autore di opere teatrali in varie lingue locali, dal piemontese al genovese passando per il sanremasco, ha pubblicato oltre mezzo secolo fa il periodico bilingue in italiano e francese Alpazur.


Proprio qui risiede la caratteristica unica del pensiero di Berio: aver individuato prima di chiunque altro la via federalista ed autonomista per lo sviluppo vero dei territori, cogliendo con una visione profetica il prepotente riaffiorare delle identità territoriali, che non potranno mai essere soffocate dal centralismo degli Stati Nazione.


Enrico Berio ci lascia un patrimonio letterario e scientifico unico, modernissimo e per moltissimi versi ancora troppo avanzato per la nostra epoca, popolata da politicanti senza visione.
Dal punto di vista politico ci lascia l’intuizione del destino comune dei popoli alpini che abitano sui due lati delle Alpi franco-italiane, tra Provenza, cuneese e imperiese.
Un destino che Enrico Berio chiamò con una sintesi perfetta “Alpazur”.
Un progetto che, con la sua morte, è solo passato di mano alle generazioni più giovani.

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