Saluti e baci. “Siete fantastici”. L’ipocrisia di governo e catene di vendita. Commessi senza protezioni. Come i fanti del 15-18

Lettura 5 min

di Stefania Piazzo – Restate a casa. Certo. Però andate a lavorare. Usate le mascherine, ma non sono obbligatorie. Se non ci sono in commercio, arrangiarsi col metro di distanza, sempre che le casse siano aperte una sì e l’altra no. Usate i guanti, se li trovate e pure il gel disinfettante, se c’è. Per commessi, addetti vendite, cassieri, l’incubo è quotidiano. Le vessazioni idem. Sembra di essere ai tempi del 15-18 quando i generali spedivano la truppa a tagliare col tronchesino le trincee. Un gioco per i cecchini dall’altra parte terminare l’opera. I generali sulla collina stanno a guardare come i vertici aziendali che con lo smart working lavorano da casa guardando i bilanci quotidiani salire. Crescono i fatturati. Gli addetti vendita stanno al fronte, senza protezione e con l’ipocrisia di un governo che obbliga la protezione, a patto che sia in commercio!

Iniziano gli scioperi. A Torino. Mentre a Milano una nota catena cooperativa fa orecchie da mercante. Dalla grande distribuzione alla media distribuzione, i diritti vanno a scalare a seconda dei ruoli e delle mansioni. Sono proporzionali al reddito e alla figura professionale. Mansioni più basse, protezioni precarie. Ruoli di vertice? Uffici chiusi o smart working. Il silenzio del governo e degli organi di controllo è colposo.

I più intransigenti nella linea della sicurezza sono i sindacati dell’Usb, l’Unione sindacale di base.

Questa loro posizione.

Coronavirus, USB dichiara lo sciopero a oltranza di commercio e GDO per tutelare lavoratori e consumatori

Roma, 14/03/2020 17:37
Il governo non ha recepito nessuna delle misure necessarie a garantire la sicurezza dei lavoratori del commercio e ridurre il rischio di contagio da coronavirus (Covid-19)

Il protocollo di intesa, promulgato oggi, non ha recepito nessuna delle richieste minime per tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori.

L’Unione Sindacale di Base ritiene pertanto il provvedimento del governo inefficace alla luce della proclamazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dello stato di pandemia e reputa il comportamento di molti datori di lavoro a dir poco irresponsabile e incivile, volto esclusivamente alla salvaguardia del profitto e noncurante del benessere collettivo, in un momento di pericolo come questo.

Il sindacato aveva esortato il governo ad emettere disposizioni omogenee su tutto il territorio nazionale per l’intero settore del Commercio. A partire dalla fornitura dei Dpi.

Nello specifico, a tutti i lavoratori devono essere fornite le mascherine (certificate ai sensi della norma EN 149 e con filtri di classe di protezione FFP2 e FFP3), i guanti protettivi e i disinfettanti per pulire le superfici.

(…). Nulla è stato fatto. Anzi, il governo ha previsto la possibilità di lavorare anche a una distanza inferiore al tanto propagandato metro. (…)

La produzione si ferma se è a rischio la salute.

Proclamiamo lo sciopero in tutto il settore del Commercio e della Grande Distribuzione Organizzata finché non saranno garantiti la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei consumatori.

USB Lavoro Privato – Commercio

Ed ecco alcuni passaggi del protocollo di sicurezza nelle aziende.

Pulizia e sanificazione

L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack.

Igiene delle mani

È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti.

Mascherine e guanti

Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi.

Questo può definirsi il passaggio più controverso. Ma allora, le mascherine sono o non sono obbligatorie? E una volta che l’azienda non è in grado di fornirle in una attività di costante contatto col pubblico, perché a pagare a rischio della vita devono essere gli addetti vendita?

Photo of Nathàlia Rosa

Photo by British Library

Default thumbnail
Servizio Precedente

Campini: Pandemia da coronavirus, che accade a contratti, affitti, risarcimenti quando c'è la "causa di forza maggiore"?

Default thumbnail
Prossimo Servizio

Giovane dottoressa bergamasca bloccata a Marsiglia. La madre: il ritorno un'odissea. Meglio resti lì

Ultime notizie su Economia