Qualcosa non torna. Confimprese: Sicilia fanalino di coda per fondi antiusura

7 Dicembre 2023
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 La Sicilia fanalino di coda per i fondi antiusura. A denunciare “l’iniqua ripartizione” dei fondi previsti dall’articolo 15 della legge 108/96 è Confimprese Sicilia con una lettera inviata al presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, e agli assessori alle Attività produttive, Edy Tamajo, e all’Economia , Marco Falcone, al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, e ai prefetti dell’Isola. “La Sicilia, praticamente, non partecipa alla redistribuzione delle risorse – denunciano da Confimprese Sicilia -. Infatti, nell’Isola arriva solo il 2 per cento delle somme stanziate per i Consorzi di garanzia e il 5 per cento dei contributi destinati dal fondo nazionale alle famiglie”. Analizzando i dati del Mef, gestore del Fondo antiusura, spiega il coordinatore regionale di Confimprese Sicilia, Giovanni Felice, “ciò che colpisce maggiormente è la differenza con le altre Regioni, ma, allo stesso tempo, questa differenza mette a nudo il motivo di racconto atto discriminante e penalizzante per le imprese siciliane.Il Veneto nel 2022 ha ricevuto stanziamenti per 2.857.969 euro, pari al 19 per cento dell’intera dotazione e 1.527.632 euro di residui pari al 18 per cento dell’intera cifra residua degli anni precedenti. Quindi nel 2022 ha avuto una disponibilità pari a 4.385.602 euro da utilizzare per l’anno 2022, 10 volte maggiore di quella della Sicilia”. Quali sono i motivi? “La prima risposta a questa situazione potrebbe essere la vivacità economica maggiore del Veneto rispetto alla Sicilia – sottolinea Felice -, ma nella stessa situazione del Veneto si trova, ad esempio, l’Abruzzo che, con tutto il rispetto, non presenta né la stessa pericolosità ambientale né tantomeno una maggiore presenza produttiva”. 

 “La causa principale di tale malfunzionamento è determinata dalle modalità di erogazione – spiega il coordinatore regionale di Confimprese Sicilia -, in quanto avviene attraverso i Consorzi di garanzia fidi, che in Sicilia sono 2/3 e gestiscono il Fondo antiusura, mentre in Veneto sono nove e in Abruzzo 10”. Per Confimprese Sicilia è necessario aprire un tavolo con i Consorzi di garanzia per “capire le ragioni della loro assenza nel campo dell’antiusura” e iniziare nei loro confronti “una azione di moral suasion, visto che molto spesso la Regione interviene a sostegno di questo importante strumento per lo sviluppo del territorio”. Infine, occorre “trovare strumenti e risorse aggiuntive magari con l’istituzione di un fondo di rotazione”. “Situazione analoga vive la Sicilia in materia di sostegno ai privati ​​in quanto nel territorio operare solo due fondazioni una a Palermo, l’altra a Messina”.

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