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Il Pil nasce in Lombardia e nel Nord Est, nel “nuovo” triangolo industriale del Paese. Ma la politica investe altrove, senza risultati

13 Maggio 2024
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 Il Pnrr è nato sbilanciato a Sud. Le politiche dei governi sono sempre rivolte al rilancio del Mezzogiorno da quando è nata la Repubblica. Eppure, i risultati della classe politica sono non solo modesti, sono mediocri. Per dirla tutta, inconsistenti. Spreco riassume il concetto. La politica assistenziale, del voto di scambio, la fa da padrona. Il risultato è che il Paese è sempre più duale, come evidenziano questi dati aggiornati.

A livello regionale la crescita del PIL nazionale per quest’anno dovrebbe essere trainata dalla Lombardia (+0,95%), dall’Emilia Romagna (+0,86%), dalla Valle d’Aosta (+0,81%) e dal Veneto (+0,80%). Ancorchè le distanze tra le singole regioni siano risicatissime, emerge ancora una volta che le previsioni di crescita dovrebbero premiare la Lombardia e il nord-est. Rispetto al 2019 (anno pre-Covid), tutte le regioni (ad esclusione di Umbria e Abruzzo) hanno recuperato abbondantemente gli effetti negativi provocati dalla caduta del PIL avvenuta nel 2020. In particolare in Lombardia (+6,65 punti di PIL), in Puglia (+6,18), in Emilia-Romagna (+5,62), in Trentino Alto Adige (+4,98), in Friuli Venezia Giulia (+4,77) e in Veneto (+4,60). Anche in questa circostanza, al netto dello straordinario score ottenuto dalla Puglia, la ripresa post Covid ha interessato, in particolare, la Lombardia e il nord-est. L’analisi è della Cgia di Mestre e specifica che per il 2024 le previsioni di crescita riferite alle 107 province d’Italia vedranno Milano guidare la graduatoria nazionale. Nella città metropolitana lombarda il valore aggiunto reale è stimato al +1,14%. Seguono Pavia con il +1,01%, Vicenza con il +0,98%, Bologna con il +0,95% e Modena con il +0,92%. Anche in questa graduatoria le posizioni di vertice sono occupate dai territori inclusi nel nuovo triangolo industriale che sta tra Milano, Venezia e Bologna. Nelle prime 10 posizioni, otto sono ad appannaggio di province di Lombardia e nord-est

Delle 107 realtà territoriali monitorate, nel 2024 solo nove dovrebbero registrare una variazione negativa del valore aggiunto: sono tutte nel Mezzogiorno. Le situazioni più critiche riguardano Crotone e Isernia, entrambe con il -0,13%, Ragusa con il -0,14% e Vibo Valentia, maglia nera d’Italia, con il -0,23%.

Nella nota elaborata dall’Ufficio studi della Cgia su dati Prometeia è riportata anche la previsione di crescita registrata nel 2024 rispetto al 2019 (anno pre-pandemico). “Ebbene, la provincia che in questo arco temporale ha superato meglio di tutte le altre la caduta registrata nel 2020 è Rieti con un incremento del 14,34%”, dice la Cgia. Seguono Siracusa con il +12,95%, Taranto con il +12,69%, Modena con l’11,60%, Parma con il +10,68% e Milano con il +10%. Anche in questa classifica, ben tre province su cinque sono localizzate nel nuovo triangolo industriale del Paese.

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