L’Europa alza il prezzo del tetto del gas vicino a quello degli speculatori? Serve altro che il “sovranismo alimentare” per difendere la patria…

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di Stefania Piazzo – Se a scuola dovessero chiedere a nostro figlio, “cos’è l’Europa?”, e se nostro figlio leggesse i giornali, ecco, avremmo davanti a noi il perfetto futuro elettore di qualsiasi partito antieuropeista che passa sotto casa.
Sull’immigrazione se ne lava le mani, sulla pandemia ha tenuto comportamenti divergenti e contraddittori, e ora sul prezzo dell’energia, vero cataclisma mondiale, alza il tetto del prezzo del gas per portarlo vicino alle quote di chi ha speculato con i prezzi nella finanza. A discapito dei consumatori finali.
Non è uno scherzo.
Il quotidiano di Confindustria, attraverso le chiare parole del vicedirettore del Sole, Alberto Orioli, mette in fila le scelte incompatibili con il progetto di Unione europea.
Scrive Orioli infatti che “L’Europa dopo nove mesi di discussioni ha partorito una presa in giro”.

E’ chiaro che sul tavolo c’erano due direttrici, noi e i trader, quelli che comprano il gas sulla carta, come un’azione, un investimento che poi rivendi. Grossolanamente detto in soldoni.

Quel meccanismo che, dice Orioli, una delle voci che più ci piacciono del giornalismo italiano, “con i derivati impazziti, ha creato la bolla. E, non dimentichiamolo, finanzia la guerra di Putin”.

La proposta della Commissione europea è orientata in quella direzione. “Il tetto dovrebbe scattare se per due settimane consecutive i future del gas arrivano a 275 euro al megawattora o se il gas naturale per dieci giorni supera di 58 euro il prezzo del gas liquido così come definito in un basket di listini sul mercato. Non è un caso se le quotazioni al Ttf di Amsterdam si sono portate subito in rialzo intorno ai 140 euro”.

Lo scorso inverno quando ancora non era arrivato Putin a fare il cattivo in Europa, il prezzo era a 40 euro, poi al culmine estivo ha toccato i 350.

Prima della guerra russa contro l’Ucraina il prezzo era fermo a 40 euro. Il picco è stato raggiunto in agosto con un livello innaturale di oltre 350 euro.

Ma come, l’Europa propone il tetto di 275 e mette come “base d’asta” almeno 58? E che soluzione sarebbe questa? La comunità, denuncia indirettamente ma chiaramente la Confindustria italiana, “sta dando il peggio di sé in una divisione selvaggia guidata solo dagli interessi, di Germania e Olanda innanzitutto. È evidente che il presunto compromesso è fatto per essere cestinato. Senza contare che, proprio quel tetto farlocco solo annunciato, è già diventato un target, con 274 euro come potenziale livello di equilibrio per il gas. Wladimir Putin non avrebbe potuto inventare di meglio. E, certo, ringrazia”.

Ecco, vorremmo che il governo aprisse bocca, subito. C’è bisogno altro che del sovranismo alimentare per difendere la “patria”.

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