Se la Padania non è un errore

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di Mario di Maio – Da una settimana è in rete lanuovapadania.it quotidiano online fondato, edito e diretto dall’inossidabile Stefania Piazzo, supportata da un pool di collaboratori di tutto rispetto, tra i quali mi sento di citare Gian Carlo Pagliarini e Giovanni Polli.

In particolare il primo per l’economia, e il secondo per le problematiche generali dei territori di riferimento che da sempre vanno evidenziate con la necessaria competenza in quanto tendenzialmente nascoste, per non dire “seppellite” nel “calderone” italiano.

Sulle prime per la verità ho pensato ad un madornale errore, perché in un momento nel quale l’attenzione dei lettori è polarizzata dal coronavirus il rischio di un flop editoriale è tutt’altro che escluso; ma subito dopo ho realizzato che, con tutto il rispetto per le sofferenze di “altri”, il rischio da scongiurare prioritariamente è che le risorse della Padania vengano utilizzate in modo esageratamente disomogeneo per motivi di “solidarietà sanitaria nazionale”.

Le malattie vanno curate per gravità e non per “geografia”. Ma, quando sarà passata la “buriana” il nuovo giornale dovrà attivarsi par reimpostare, approfondire e reincanalare nei binari appropriati la questione settentrionale, perché a oltre 40 anni dalla comparsa di Bossi sulla scena politica non è cambiato un bel niente.

Inoltre, in questi ultimi tempi si è materializzato il fantasma dell’europeismo globalizzatore, nemico di ogni autonomia, e che Roma non è assolutamente in grado di contrastare. Né sembra volerlo fare. In buona sostanza, a Roma ladrona si è aggiunta Francoforte “Padrona”.

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