IL VIZIO DEL NORD DI NON CHIEDERE – “Nel centro della Pianura”, il nuovo libro del mantovano Riccardo Pozzi

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Un nuovo libro del mantovano Riccardo Pozzi, una antologia padana di racconti di un modo di essere, di vivere, di tacere. Pozzi è l’anima della bassa padana, che è diversa da quella prealpina, milanese, lombarda in senso stretto. La bassa è tutta un’altra cosa. Qui si vive di nebbia e nella nebbia, l’inverno è freddo e penetra, l’estate è soffocante, la primavera e l’autunno sono l’immersione nel creato che prende fiato.

il profilo è quello delle cascine, delle corti, dei fiumi. E’ la profonda campagna del Nord che accomuna cremonesi e mantovani più di qualsiasi altra comunità padana.

Proprio nel mezzo tra i due mari, il Ligure e l’Adriatico, proprio in mezzo alle due catene di monti, le Alpi e gli Appennini, proprio nel centro della grande pianura e appoggiato su un argine proprio a metà del fiume che l’ha formata, c’è un microscopico villaggio.

Una frazione, poche case, una chiesa di quasi mille anni costruita dai benedettini e acqua, acqua ovunque. Non c’è altro, ma resiste qualcosa di strano in quel trascurabile schizzo di abitato seduto sull’umido punto più basso della pianura padana.

Resiste il tempo che passa immobile dando l’impressione di volersene andare altrove.

Da questo piccolo e insignificante villaggio partono cinque storie che lo riconoscono paradigma di una grande terra, cinque storie di pianura romantiche e autentiche, oneste e disossate, che il borgo di partenza non nominano mai, facendolo diventare una specie di “Macondo” padana la cui solitudine dura decisamente da più di cent’anni e continuerà nell’ovattato isolamento dalla provincia più profonda.

Cinque racconti in cui l’antico paese senza nome vive le virtù e le colpe, subisce le conseguenze dei propri sbagli, del suo cronico vizio di non chiedere. Vite di esseri umani che di quella pianura tramandano le paure più buie e gli errori più imperdonabili, quelli che solo il tempo di un fiume, e non quello degli uomini, è in grado di lenire.

Cinque racconti, due già stampati in precedenti edizioni e tre inediti

Tre sassi” è il diario senza tempo di una autopsia intima e morale.

Un racconto breve e surreale è “Il paese invisibile”, fiaba cinica e ingenua.

Sotto gli occhi di tutti” favola al femminile di due insegnanti nate in città diverse che si confondono nelle colpe e nelle virtù delle proprie terre.

La finestra di Polentonia”, storia di moderni Malavoglia che attraversano il nostro tempo dall’ultimo dopoguerra alla globalizzazione.

Il verbale”, ultimo spericolato racconto metastorico, è come una bicicletta senza freni in discesa. Da buttare giù come una grappa gelata senza pensarci, o forse pensandoci bene, è la cronaca surreale, iperreale, metaforica e parapolitica dei nostri anni recenti.

Sela sola cosa cresciuta in questi tempi è l’immoralità della nuova civicness, questa narrazione prova a scavare in un eterno presente per tentare di trovare una via d’uscita morale dentro alle persone, dopo un secolo e mezzo di sostanziali fallimenti sociali.

Un centro della pianura che da centro geografico diventa centro identitario in un libro edito da Gilgamesh Edizioni di Asola (MN) e disponibile in formato e-book su tutte le piattaforme dedicate. L’edizione del libro è iniziativa della Associazione “Terre di Lombardia” e del suo presidente Gianni Fava.

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