Zaia: Questo Governo deve chiudere la partita per l’autonomia. Finita la mia esperienza troverò “un’altra azienda”

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 “Io penso che chi fa politica pura ha degli schemi ed un campo d’azione diverso da quello di chi amministra. Io in questi anni credo di aver sdoganato l’immagine dell’amministratore di tutti. Anche tra gli elettori di sinistra c’e’ chi non vota Lega ma vota me”. Lo afferma il presidente del Veneto, Luca Zaia, in un’intervista pubblicata oggi sul Corriere del Veneto.

“La mia preoccupazione – aggiunge Zaia – e’ non deludere anche questo elettorato. Non so se questo significa essere un leader. Io faccio la vita di sempre. La scrivania del mio ufficio e’ vuota, il che significa che non metto radici, non porto arredi. Il giorno che finira’ il mio mandato sara’ sufficiente una scatola di scarpe per raccogliervi le mie cose. Io ragiono da amministratore delegato, quando e’ finita questa esperienza trovero’ un’altra ‘azienda’”.

A una domanda su un presunto appannamento dell’ideale leghista in Veneto, Zaia replica che “serve un obiettivo, e quell’obiettivo resta l’Autonomia. Se io domani annuncio la firma e’ ovvio che questo sarebbe un nuovo rinascimento. E questo porta consenso. Io sollecito tutti, perche’ riconoscere l’autonomia e’ un dovere da parte di Roma. E ora anche di fronte al voto in commissione su Roma Capitale a maggior ragione non puo’ non esserci il Veneto Autonomo. Ma credo che oggi ci sia una adatta congiuntura astrale forse un po’ rovinata dalla guerra: quasi tutte le forze politiche sono al governo, i presidenti che la chiedono sono trasversali politicamente e quindi si ‘rischia’ di avere una maggioranza solida per l’Autonomia. Percio’ con questo governo – conclude – si deve chiudere la partita”.

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