Francia al voto. 48 milioni di elettori al bivio tra Macron e Le Pen

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 La Francia si prepara a conoscere il nome del suo prossimo presidente che verra’ annunciato stasera quando verranno pubblicati i primi exit poll del secondo turno delle elezioni presidenziali. Circa 48 milioni elettori sono chiamati alle urne per scegliere tra il presidente uscente, Emmanuel Macron, e la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, che al primo turno del 10 aprile hanno ottenuto rispettivamente il 27,8 e il 23,1 per cento. Secondo l’ultimo sondaggio condotto da Ipsos-Sopra Steria, pubblicato dal quotidiano “Le Parisien”, il capo dello Stato in carica viene dato vincente al 57,5 per cento. 

Si e’ conclusa ieri la campagna elettorale in vista del ballottaggio per il presidente uscente Emmanuel Macron e la rivale di estrema destra Marine Le Pen, che per due settimane hanno cercato di convincere gli elettori indecisi e di allargare la propria base di consensi. Trasferte elettorali, comizi, interviste e dibattito televisivo hanno impegnato il candidato di En Marche, che al primo turno del 10 aprile ha ottenuto 27,8% delle preferenze, e la leader del Rassemblement national (RN), giunta seconda con 23,1%. Diversamente dal 2017, quando Macron poteva contare su un ampio fronte repubblicano, nella nuova sfida con Le Pen se ne e’ parlato poco, ma non sono mancate consegne di voto da parte degli altri candidati o di personalita’ politiche, sia francesi che straniere. Ecco chi ha dato il sostegno a un secondo mandato di Macron e votera’ per lui e chi, invece, e’ dalla parte di Le Pen.

CHI VOTERA’ PER Macron: Tra i candidati sconfitti al primo turno, ad aver chiaramente espresso le proprie intenzioni di voto e dato indicazioni al proprio elettorato e’ stata Valerie Pecresse della destra gollista (4,8%), l’ambientalista Yannick Jadot (4,6%), la socialista Anne Hidalgo (2%) e il comunista Fabien Roussel (2,3%). Jean-Luc Melenchon, arrivato al terzo posto (22%), ha invece dichiarato che “non va dato un solo voto a Le Pen”, ma non ha chiesto al suo elettorato di votare Macron. L’ex candidata socialista alle presidenziali ed ex ministro della Giustizia, Christiane Taubira, ha invitato i francesi a “votare per Macron senza alcuna condizione”. L’ex presidente Nicolas Sarkozy ha annunciato che al secondo turno votera’ per Macron, facendo scattare reazioni contrastanti e critiche da una parte della classe politica, spaccando ulteriormente il partito di Les Republicains (LR). Stessa scelta per il socialista Lionel Jospin, primo ministro di coabitazione sotto la presidenza Chirac (1997-2202), due volte candidato alle presidenziali nel 1995 e nel 2002, anno in cui al primo turno fu sconfitto da Jean-Marie Le Pen. I centristi dell’UDI (Unione dei democratici e indipendenti), che al primo turno hanno sostenuto Pecresse, hanno adottato all’unanimita’ la linea del voto a favore di Macron al secondo turno.

L’ex commissario europeo Michel Barnier (LR) ha annunciato che votera’ “senza alcuna esitazione” per il presidente uscente, invitandolo a compiere “gesti” e pronunciare “parole” per “mostrare che ha capito la rabbia espressa nel Paese”. La parlamentare ed ex ministro di Sarkozy, Rachida Dati, ha chiamato a “votare con responsabilita’ per Macron. Non abbiamo scelta, altrimenti sara’ il caos per i piu’ deboli”. L’ex presidente dell’UMP (Unione per un movimento popolare), Jean-Francois Cope’, ha lanciato un appello a votare per Macron “senza ambiguita’”, ma secondo lui “e’ necessario un nuovo patto governativo nel quale la destra di governo venga associata”. In Francia, fuori dalla sfera politica, ad aver preso posizione per Macron e’ il sindacato dei lavoratori Cfdt e la potente organizzazione del patronato, il Medef, secondo il quale il suo programma e’ quello piu’ favorevole a generare occupazione e crescita economica, nonostante delle lacune, mentre quello di Le Pen “porterebbe il Paese nell’impasse”. Tra i leader stranieri, il premier spagnolo Pedro Sanchez, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo ministro portoghese Antonio Costa hanno lanciato un appello ai francesi a votare per Macron, ritenendo che la Francia debba rimanere dalla parte dei valori dell’Ue. In un suo intervento su Bfmtv, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si e’ espresso sul cruciale ballottaggio, riconoscendo di “avere ovviamente rapporti con Emmanuel Macron e non vorrei perderli”. Alexei Navalny, oppositore del Cremlino in carcere, ha espresso il proprio sostegno al presidente uscente.

 A disposizione degli elettori ci saranno piu’ di 700 mila seggi, (inclusi anche quelli all’estero) che resteranno aperti dalle 8:00 fino alle 19:00, sebbene nelle grandi citta’ come Parigi, Bordeaux e Lille, le urne saranno aperte fino alle 20:00. A causa del contesto sanitario, che resta segnato dalla crisi del coronavirus, il governo ha fortemente raccomandato l’utilizzo della mascherina, che tuttavia non e’ obbligatoria. Il protocollo e’ stato alleggerito e non impone green pass o tamponi negativi. Anche i positivi al Covid-19 possono votare, con o senza sintomi. I francesi potranno inoltre votare per “procura” delegando in anticipo una persona di fiducia ad esprimere il consenso a loro nome. Una decisione che potrebbe essere presa da molti elettori visto che il voto cado proprio durante il periodo di vacanze scolastiche che riguardera’ alcune zone della Francia. Alla vigilia del primo turno del 10 ottobre il ministero dell’Interno aveva recensito 1,5 milioni di voti effettuati secondo questo metodo

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