Pontida, ovvero Le Pen e Salvini “giurano” sul loro patto in chiave nazionalista

17 Settembre 2023
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Matteo Salvini aderisce alla dichiarazione dei popoli e delle nazioni presentata ida Marine Le Pen. I due leader ne avevano già parlato in settimana, nei giorni dedicati alla preparazione di Pontida, e Salvini lo ha confermato al termine del comizio odierno. Il prossimo appuntamento, hanno convenuto Salvini e Le Pen, sara’ – spiegano fonti della Lega – entro la fine dell’anno per un grande evento aperto a tutti i partiti alternativi alle sinistre in vista delle elezioni Europee del 2024. Salvini vuole organizzarlo in Italia: sul pratone bergamasco, l’unica delegazione invitata ufficialmente e’ stata quella francese per valorizzare il profondo legame di amicizia personale e politica tra i leader. Un sentimento confermato anche alla fine della manifestazione, quando Le Pen ha accettato di buon grado di pranzare sotto il tendone dei militanti di Bergamo.

“La Lega è sempre stato un sindacato del territorio, se abdica a questa funzione, devi trovare un altro progetto politico, che ad oggi non so quale sia. Bisognerebbe chiederlo a Matteo Salvini”. Queste le riflessioni, dopo il raduno di Pontida, condivisa con l’Adnkronos da Paolo Grimoldi, deputato della Lega fino a un anno fa e segretario del partito in Lombardia dal 2015 al 2021. Il problema, secondo Grimoldi, non è tanto la partecipazione al raduno leghista della leader del Rassemblement National. “A me l’invito a Marine Le Pen non fa né caldo né freddo. Non è una novità che Salvini la invita a qualche evento, certo Pontida stona un po’ rispetto ad altri eventi, perché dovrebbe essere una cosa diversa. Semmai il problema – ragiona l’ex deputato – si pone il giorno dopo: se quando hai preso oltre il 30% in Italia alle scorse Europee e, da alleato di Le Pen, sei andato all’opposizione, non riuscendo a toccare palla in Europa per cinque anni, adesso che avrai un calo elettorale, se tieni ancora la stessa formazione di gioco, pretendi di sfiorare la palla? Non combinerai nulla nemmeno nella prossima legislatura europea. Quello è il rischio secondo me”.

Anche sul piano nazionale l’ex segretario della Lega Lombarda non è soddisfatto. “Le idee della Lega sono ben conosciute. Oggi invece c’è una linea politica che mi sembra poco chiara”. E se “saranno gli elettori a dire se sia stata tradita” la Lega delle origini, quella fondata da Umberto Bossi e Gianfranco Miglio, “io dico che sto aspettando che partano i cantieri al Nord per le Olimpiadi del 2026 e non vedo ancora nessun cantiere “. Per Grimoldi servono “un po’ più di progetto politico, di visione, di sogno, di meta da raggiungere. La Lega – ricorda – è nata per l’autonomia e il federalismo, che per esempio significano residuo fiscale, cioè la differenza tra quello che le Regioni del Nord pagano allo Stato centrale e gli spiccioli che gli ritornino. E di questo io non sento più parlare”. 

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