Catalogna, schiacciante vittoria indipendentista. “Ora è tempo di negoziare”

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La vittoria schiacciante dell’area indipendentista e l’affermazione del Partito socialista catalano (Psc) alle elezioni parlamentari tenutesi ieri sono un chiaro segnale della volonta’ dei cittadini di voltare pagina. Sono le prime parole di Salvador Illa, candidato del Psc alle elezioni per la Generalitat che il suo partito ha vinto con una percentuale 23 per cento dei voti scrutinati.

“Poche ore fa ho chiesto ai cittadini di votare con la speranza, che e’ piu’ forte della paura”, ha detto Illa ringraziando la popolazione catalana che e’ andata alle urne “con speranza e affetto”. “La vittoria del Psc ha un significato molto chiaro per voltare pagina”, ha detto Illa, annunciando la sua intenzione di chiedere ufficialmente “l’investitura come presidente della Generalitat”. Secondo Illa l’esito del voto “e’ un grande passo, ma e’ solo il primo” e il cambiamento “sara’ inarrestabile”.

Il candidato del Psc ha evidenziato che c’e’ “un’ampia sensazione di riunificazione dei catalani con loro stessi ma anche con il resto degli spagnoli”, aggiungendo che l’esito del voto mostra che “la Catalogna ha detto che ama la Spagna e la Spagna ama la Catalogna”. Per Illa, dunque, “non c’e’ altra soluzione che non sia la riunificazione”, cogliendo l’occasione per rivolgere un messaggio al primo ministro, Pedro Sanchez, che aveva fortemente voluto la sua candidatura: “E’ la nostra vittoria presidente”. A stretto giro il premier ha dichiarato che “il socialismo ha vinto” in Catalogna. “Una notizia fantastica per rendere possibile il cambiamento e la riunione” per cui il Psc “ha lavorato cosi’ duramente”, ha detto in un messaggio su Twitter. Sanchez ha poi ringraziato Illa “per aver concesso la possibilita’ di realizzare un futuro”, evidenziato il premier.

Anche il candidato alla presidenza della Generalitat per Sinistra repubblicana di Catalogna (Erc), Pere Aragones, ha annunciato che si presentera’ per l’investitura, chiedendo “ampie intese” con il resto delle formazioni “progressiste”. Secondo Aragones, la Catalogna “ha fatto la storia” in quanto “per la prima volta il movimento pro indipendenza ha supera il 50 per cento dei voti e, in tal senso, ha inviato un messaggio chiaro al premier Sanchez: “E’ ora di risolvere il conflitto. E’ arrivato il momento di negoziare”. L’ex presidente della Generalitat catalana, Quim Torra, ha assegnato la vittoria delle elezioni parlamentari catalane alle forze indipendentiste. “Possiamo gia’ dirlo molto chiaramente: una clamorosa vittoria per l’indipendenza!”, ha twittato Torra, esponente di Uniti per la Catalogna (JxCat). Torra aveva lanciato un appello a votare “in massa” alle elezioni di ieri: “Possono squalificarci, possono reprimerci, ma noi avremo il nostro voto”, aveva detto in un video diffuso dopo aver esercitato il suo diritto di voto al suo collegio elettorale a Barcellona. En Comu’ Podem, che ha replicato lo stesso risultato del 2017 con otto deputati, ha proposto una coalizione tripartita con Psc e Sinistra repubblicana di Catalogna per guidare la Generalitat. Jessica Albiach, candidata di En Comu’ Podem, alleanza di forze di sinistra che include anche Unidas Podemos, commentando l’esito delle elezioni parlamentari catalane ha evidenziato la necessita’ di “un governo sinistra, ampio, plurale e trasversale”. A tal proposito ha affermato che chiamera’ Illa (Psc) e Aragones (Erc) per “sedersi a un tavolo e mettere da parte gli sterili veti di altri tempi e lasciarli fuori dal tavolo” per negoziare e costruire un governo di sinistra “ampio e trasversale che la maggioranza del Paese richiede”.

 Nel fronte di centrodestra, Vox e’ stato il grande “vincitore” della elezioni di ieri entrando nel Parlamento catalano con il 7,6 per cento dei voti ed 11 deputati. Il candidato di Vox, Ignacio Garriga, ha affermato che non intende “fare passi indietro e di non voler allontanarsi di un centimetro della nostre posizioni”, ringraziando gli oltre 200 mila catalani che hanno reso il suo partito “i leader dell’opposizione al separatismo e alla sinistra”, anche se “la strada da percorrere e’ lunga”, ha concluso il candidato di Vox. Grande delusione e’ stata espressa dal candidato di Ciudadanos (Cs), Carlos Carrizosa, il cui partito e’ crollato dal 25,3 per cento del 2017 ad appena il 5,5 delle elezioni di ieri. “Quasi la meta’ dei catalani e’ rimasta a casa, quindi un primo riconoscimento del nostro partito e’ che non abbiamo saputo mobilitare l’elettorato costituzionalista”, ha detto Carrizosa che ha ammesso la dura debacle. “C’e’ questa brutta notizia dell’ascesa del separatismo, che non rappresenta la maggioranza sociale catalana, ma avra’ una maggioranza piu’ elevata in Parlamento”, ha detto Carrizosa. “Il nostro gruppo parlamentare continuera’ a difendere il costituzionalismo, dal centro, la moderazione, l’ideologia liberale e la lotta per le liberta’ in Catalogna e la democrazia”, ha spiegato il candidato della forza conservatrice. Anche la presidente di Ciudadanos, Ine’s Arrimadas, si e’ rammaricata della scarsa affluenza alle elezioni e ha riconosciuto che il suo partito non e’ stato in grado di mobilitare l’elettorato. “Quando il separatismo si presenta diviso, esce comunque rafforzato nei seggi e nella percentuale di voti”, ha lamentato la leader di Ciudadanos. Arrimadas ha sottolineato di aver chiamato Salvador Illa, il candidato del Psc alla guida della Generalitat, per congratularsi con lui per essere il leader della forza politica piu’ votata in Catalogna.

Alejandro Fernandez, candidato del Partito popolare (Pp), non ha usato giri di parole nel definire il risultato “pessimo” spiegando che il Pp non e’ riuscito a raggiungere due obiettivi: crescere e realizzare un gruppo parlamentare. Tuttavia, nella sua apparizione davanti alla stampa, Ferna’ndez ha aggiunto: “Voglio inviare un messaggio di serenita’. Penso ancora che uno spazio costituzionale, europeista e liberale sia ancora essenziale in Catalogna. Quello spazio politico esiste e penso che sia diventato chiaro oggi. E’ lo spazio che non si polarizza, e’ lo spazio dell’armonia”, ha detto l’esponente popolare. Ferna’ndez si e’ congratulato con i partiti che hanno ottenuto piu’ seggi rispetto alle ultime elezioni e si rammarica del calo di partecipazione, che ritiene “abbia colpito maggiormente il costituzionalismo”. L’esito del voto vede il Pp ottenere 3 seggi nella prossima legislatura catalana, il peggior risultato di sempre che segna anche la perdita di uno posto nel parlamento della Generalitat. (Fonte Nova)

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