Moratti ha ragione. Lombardia è ferma da almeno 10 anni

4 Febbraio 2023
Lettura 2 min

di Sergio Bianchini – Condivido totalmente il discorso di Letizia Moratti, che voterò alle prossime elezioni regionali, secondo cui la Lombardia è ferma da un decennio. Forse anche due direi io.

Moratti dichiara che l’autonomia approvata dal governo è nulla, anzi un grande inganno fatto dal governo per concedere alla Lega una bandierina che dovrebbe catturare il nordismo.

Nel mio caso non ci sarà cattura, anzi, si consolida il mio giudizio negativo sulla dirigenza della Lega che non ha voluto utilizzare gli spazi costituzionali creati dal titolo quinto per ampliare il potere regionale.

Sul piano puramente teorico la costituzione proposta da D’Alema e approvata con referendum è altamente federalista. Gli articoli sono perfino sorprendenti.

Art. 114. (2) La Repubblica e`costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Citta` metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Citta` metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princıpi fissati dalla Costituzione

Nessuno statalismo, anzi, difronte ALLA REPUBBLICA e non allo stato vengono messi sullo stesso piano con propria carica istituzionale le ben 5 entità autonome.

La Costituzione da quindi già oggi alle regioni più potere “teorico” di quello richiesto da Calderoli e che lui implora dallo Stato.

E allora dove è il punto?

Per avere davvero margini pratici di autonomia bisogna avere una propria DISCREZIONALITA’ organizzativa ed una propria FONTE FINANZIARIA.

La discrezionalità teorica è già garantita dalla Costituzione anche su sanità e scuola, nulle famose 23 materie. Ma l’unica imposta a disposizione totale della regione è il bollo auto. In Lombardia vale circa un miliardo l’anno su un bilancio complessivo di circa 23 miliardi.

Calderoli non chiede nulla di più, soltanto che i fondi stanziati attualmente dal centro vengano gestiti direttamente dalla regione. In Lombardia gli studenti dalle elementari alle superiori sono circa 1.200.000 e moltiplicando per il costo unitario di 8500 euro annui per alunno si ottiene una spesa di circa 10 miliardi l’anno.

Ebbene, se questi soldi in pari misura venissero assegnati alla gestione regionale lombarda cosa succederebbe?  Essendo quasi tutta la spesa in stipendi perché le strutture scolastiche sono già a carico di province e comuni, ci sarebbe solo un aggravio sulla regione costretta alla creazione di una propria base amministrativa regionale che oggi non deve supportare. Invano ho chiesto inoltre se e come la Lombardia riorganizzerebbe la scuola pubblica, rispetto all’eventuale nuovo contratto del personale, agli orari degli alunni, ai percorsi formativi.

Nessuna notizia. Come sempre la dirigenza leghista tace, vende frasi generiche, non sa o non vuole far sapere le proprie idee. Io conoscendo i precedenti del ministro e del provveditore leghista tendo a pensare che le idee non esistano ma forse nelle retrovie della dirigenza qualche idea c’è ma non viene detta.

Sono quindi convinto che se la Lega chiederà la devoluzione sulla scuola niente cambierà in un futuro visibile cioè di 5 o dieci anni e che le spese scolastiche ordinarie aumenterebbero. Forse questo lo capiscono persino i dirigenti leghisti e lo temono ed infatti ancora oggi non sappiamo su quali delle 23 materie verrà chiesta “l’autonomia”.

Io sono stanco di lotte filosofiche, voglio programmi di breve periodo verificabili al massimo in tre cinque anni. Magari riducendo i sogni “rivoluzionari” ma esplicitando obiettivi visibili e verificabili.

Ad esempio se si chiedesse che in regione rimanga non il famoso residuo fiscale ( idea impossibile perchè in realtà secessionista) ma solo un 10% dell’IRPEF prodotta in regione?

Predisponendo l’utilizzo creativo sul territorio di tale entrata sarebbe facile uscire dalle nebbie filosofiche e mettere in campo vere energie teoriche e pratiche creative.

E di fronte ad una negazione centralista minacciare ed anche attuare l’uscita dal governo. Ma con una richiesta così “limitata” forse la crisi politica non avverrebbe.

Pensieri inopportuni? Non mi sembra. Attendo comunque considerazioni semplici e chiare anche avverse.

IL GIORNALE

Direttrice: Stefania Piazzo
La Nuova Padania, quotidiano online del Nord.
Hosting: Stefania Piazzo

Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Servizio Precedente

L’autonomia e il suo tortuoso percorso. Che non appassiona

Prossimo Servizio

Sciopero della fame in carcere- Per la morte dell’indipendentista sardo Doddore Meloni non una parola di umanità. Per Cospito, invece…

Ultime notizie su Opinioni

Ma davvero volete tassare pure le suore indiane?

di Stefania Piazzo – La nota che tre parlamentari di Italia Viva ci hanno inviato (onorevoli Gadda, Boschi e Fregolent) e che abbiamo pubblicato, fa accapponare la pelle. (qui la notizia: https://www.lanuovapadania.it/politica/legge-di-bilancio-arriva-la-tassa-sui-religiosi-extraeuropei-gadda-emendamenti-italia-viva-contro-contributi-quintuplicati-per-la-salute/)
TornaSu