La lettera a Meloni -Superbonus, sfortunate le imprese che si sono attivate legalmente

27 Agosto 2023
Lettura 3 min

Gentile Presidente del Consiglio,

sono un giovane geometra di 35 anni e lavoro nella provincia di Rimini.

Volevo rappresentarLe una importante problematica che sia io, sia tantissimi miei colleghi geometri/architetti/ingegneri, imprese e committenti stiamo vivendo negli ultimi due anni ormai.

Evito ogni premessa sul meccanismo normativo del Superbonus che Lei conoscerà bene e vado subito al sodo.

All’interno del nostro studio abbiamo diversi appalti di cantieri partiti nel 2021 attraverso il cd. Superbonus che ad oggi risultano fermi in quanto i crediti che le imprese hanno maturato non riescono ad essere ceduti né a banche né ad altri soggetti.

Le imprese che hanno avuto la sfortuna di attivarsi onestamente attraverso una legge dello Stato, ad oggi si trovano ad avere nei loro cassetti fiscali centinaia di migliaia di euro che non riescono a trasformare in liquidità per far fronte ai cantieri in essere.

Purtroppo queste difficoltà sono evidenziate anche dai tanti piccoli proprietari che, avendo assunto impegni prima di febbraio 2023, ora si trovano in una situazione in cui il caos generato dai provvedimenti del Governo Draghi prima, e il blocco totale delle cessioni assunto dal Suo Governo poi, li sta esponendo a forti rischi sul piano economico, riducendo le famiglie coinvolte sul lastrico.

Abbiamo clienti che avevano assunto impegni contrattuali con le proprie banche per la cessione dei propri crediti fiscali ma gli enti finanziari dopo i vari cambi normativi si sono tirati indietro lasciando i committenti con debiti ingenti e senza la liquidità per proseguire con i lavori.

Abbiamo come studio diversi cantieri fermi con ditte che aspettano la loro liquidità in quanto non riescono ad assorbire tali crediti solo attraverso le imposte da pagare.

Tantissimi professionisti non vengono pagati per il lavoro svolto e se i cantieri non vengono finiti entro il 31 dicembre i committenti che hanno anticipato i soldi rischiano di vedere persi tutti i loro risparmi.

Mi creda, per la mia esperienza, la clientela che ha usufruito del Superbonus non è ricca o benestante, sono solo persone/famiglie che hanno intrapreso una strada proposta dal Governo e hanno fatto l’errore di fidarsi dello Stato. Pensando di poter valorizzare il loro immobile, renderlo vivibile e più efficiente dal punto di vista energetico e lasciare qualcosa ai propri figli.

Noi come studio abbiamo diversi edifici condominiali dove c’è un cantiere in essere ma con i lavori fermi, bloccati, non riescono a proseguire né di tasca propria (anche volendo anticipare i soldi non c’è nessuna Banca pronta ad acquistare i crediti) né con l’aiuto dei General Contractor i quali si sono visti da un giorno all’altro rifiutare ogni domanda presso gli istituti di credito.

La situazione Gentile Presidente è davvero complicata e rischia di sabotare tutto il comparto dell’edilizia a livello nazionale.

La mia preghiera è che venga presa da parte del Suo Governo una seria iniziativa nei confronti di imprese, famiglie e professionisti che si sono trovati a lavorare onestamente seguendo una legge dello Stato.

Tenga presente che ogni euro presente nel cassetto fiscale di un’impresa onesta è stato guadagnato con il lavoro ed è giusto che tale lavoro venga ripagato.

Chiedo la Sua gentile collaborazione con le forze politiche del Parlamento, dell’Opposizione e con gli Enti Locali che stanno ascoltando il grido di allarme degli “esodati del Superbonus” che Lei per prima in campagna elettorale aveva promesso di aiutare.

Capiamo che una legge può non essere condivisa da una forza politica ma bisogna tutelare coloro che hanno avviato i cantieri e avevano preso impegni prima dei cambi normativi susseguiti dagli ultimi due governi.

C’è bisogno sicuramente di una proroga di almeno di 6 mesi per i condomini che hanno le pratiche avviate e una seconda proroga per le unifamiliari. Le proroghe devono essere però immediate e non comunicate il 31 di dicembre.

Bisogna lasciare che imprese e famiglie si organizzino per tempo e nel frattempo però è urgente un’azione importante che sblocchi i crediti incagliati altrimenti qualsiasi proroga sarebbe inutile.

È urgente un’azione delle partecipate Statali come Poste e CDP e insieme bisogna dare la possibilità alle banche di smaltire i crediti fiscali per dare spazio a nuove acquisizioni.

La sola “moral suasion” nei confronti degli istituti bancari non ha funzionato, è tutto fermo. Serve un’azione politica per rimediare all’affossamento dell’edilizia che altrimenti farà vittime in tutta Italia.


Restando in attesa di un Suo gentile riscontro

Porgo

Cordiali saluti

Geometra Depaola

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