Covid, “strage” del ceto medio. Più di 300mila poveri in Lombardia a Natale. Alla faccia dei ristori di lotta e di governo

Si tratta soprattutto di artigiani, piccoli commercianti, dipendenti a tempo determinato. E' la fine del ceto medio

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Sacrosanto pensare alla salute pubblica, doveroso bloccare i contagi, ma il prezzo non lo pagano quelli che decidono ma le fasce più deboli della popolazione. Il Nord già colpito nel primo lockdown, ora deve attraversare il secondo tunnel. Ma le risorse sono finite e lo certifica questo sconvolgente rapporto di Coldiretti. Oltre 300.000 poveri in Lombardia durante il prossimo Natale mangeranno nelle mense o chiederanno l’accesso ai pacchi alimentari. E le richieste di aiuto agli enti impegnati nel volontariato aumentano a livello nazionale del 40%, con piu’ di 4 milioni di poveri in tutta Italia. Lo dice una stima della COLDIRETTI regionale elaborata dopo l’entrata in vigore del nuovo Dpcm.

“Sono piccoli commercianti, artigiani, impiegati a tempo determinato, che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati- commenta la COLDIRETTI-. Il 9% di questi si trova in Lombardia, ma è anche il Mezzogiorno a preoccupare. Il 20% degli indigenti vive infatti in Campania, il 14% in Calabria e l’11% in Sicilia”.

“È necessario velocizzare la presentazione dei bandi per gli aiuti con i 250 milioni stanziati dal governo per acquistare cibi e bevande Made in Italy di qualità da distribuire ai nuovi poveri”, afferma Paolo Voltini, che di COLDIRETTI e’ presidente regionale. Gli aiuti pubblici sono stati nei fatti, pero’, anticipati da quelli legati al volontariato individuale. Sempre da un indagine COLDIRETTI emerge, infatti, che il 39% degli italiani dichiara di partecipare a iniziative di solidarietà in ambito alimentare per sostenere i piu’ bisognosi. 

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