SICILIA – Ravanusa come Beirut. Scoppiano i tubi del gas, 40 edifici coinvolti. Sale il numero delle vittime

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Nei crolli a Ravanusa (Agrigento) dopo l’esplosione sono 40 gli edifici coinvolti, con una deflagrazione a catena, diffusa da una abitazione all’altra. Lo si apprende dai carabinieri di Licata. Alla base dei crolli una probabile fuga di gas da tubature sotterranee.”E’ verosimile sia stata una fuga di gas da una condotta, ma non si possono escludere altre cause. Bisogna aspettare i risultati. C’è un fortissimo dispiegamento dei vigili del fuoco, militari”, ha detto sui crolli di palazzine a Ravanusa (Agrigento) il capo della Protezione civile della Sicilia Salvo Cocina a Rainews 24.

Al momento sono 4 le vittime accertate fino ad ora del crollo della palazzina a Ravanusa. Lo rende noto la Protezione Civile regionale.

Le vittime finora accertate sono due donne e un uomo. Le loro generalita’ non sono ancora state date. I vigili del fuoco scavano da ore con le mani evitando di usare mezzi meccanici nella speranza che qualcun altro sia ancora vivo.

“Sulle cause verranno fatte approfondite indagini. Le prime squadre di soccorso arrivate hanno trovato subito una notevole presenza di gas metano e, infatti, prima di iniziare le operazioni di recupero dei dispersi, è stato necessario intercettare la linea cittadina del gas a monte e a valle della zona dove c’è stata l’esplosione. Un evento che è stato estremamente pesante dal punto di vista di disastro materiale”. Lo ha detto, ai microfoni di RaiNews, il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Agrigento Giuseppe Merendino. Sulle operazioni di recupero ha aggiunto: “E’ tutto estremamente difficile perchè i fabbricati sono crollati uno sopra l’altro e le macerie si sovrappongono. Bisogna cercare degli spazi tra le macerie per recuperare i dispersi. Abbiamo utilizzato i cani del nucleo Cinofili per cercare di trovare delle tracce di persone vive, con le due donne salvate. Adesso, purtroppo i cani non ci hanno dato ulteriori segnalazioni e dobbiamo cercare con altri metodi. La tecnica specialistica di ricerca tra le macerie – ha concluso – prevede che il personale impiegato periodicamente si ferma in modo da fare uno screening su eventuali rumori, lamenti, qualunque traccia possa arrivare da sotto le materie. Poi si riprendono le operazioni concentrandoci sui punti da cui arrivano i segnali”. 

 Disperazione anche al municipio di Ravanusa per la tragedia scaturita dal crollo delle palazzine. Una delle vittime e’ una dipendente del Comune, coinvolta insieme al marito entrambi nel crollo. “Ci eravamo visti appena ieri”, afferma una collega, “era una donna e una collega affettuosa e sempre disponibili”. Altri colleghi escono piangendo dalla stanza del sindaco, Carmelo D’Angelo.

Immagine dal profilo fb di Ignazio Corrao

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