De Luca chiude le scuole. Per Milano attese decisioni. Il sindaco Sala: fare presto

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Da venerdì16 ottobre e fino al 30, in Campania sono sospese in tutte le scuole dell’infanzia “l’attività didattica ed educativa, ove incompatibile con lo svolgimento da remoto, e le riunioni degli organi collegiali in presenza; nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza, le riunioni in presenza degli organi collegiali, nonché quelle per l’elezione degli stessi”. E’ quanto si legge nell’ordinanza firmata giovedì in serata dal presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca.

Nel frattempo c’è attesa per l’area metropolitana di Milano e il capoluogo.

Strette che vadano aldilà del Dpcm vanno prese in fretta anche se non prevedo restrizioni radicali. In questo momento non si deve andare verso un’intensificazione estrema delle chiusure”. Così il sindaco di Milano Beppe SALA dopo il vertice durato oltre un’ora in Prefettura con i rappresentati clinici milanesi, i delegati delle Ats lombarde e il prefetto della citta’ Renato Saccone. “La situazione preoccupa negli ospedali- continua il sindaco- anche se oggi ci sono 72 persone in terapia intensiva, durante i momenti di picco erano 1.500”.

Rimane da capire, quanto meno da un punto di vista “politico”, se rispetto al Dpcm emanato dal governo “bisogna fare qualcosa di più a Milano” e in Lombardia. Da un paio di giorni infatti “l’indice RT ha superato il 2”. Fondamentale capire dove nascono i contagi: “Per esempio nelle scuole non ce ne sono tantissimi, ed è una nota positiva”. Dove i luoghi sono più controllati “c’è possibilità di tracciamento immediato” e la cosa “vale anche per i luoghi di lavoro dove le aziende si impegnano a far rispettare le regole”. Il sindaco si è detto comunque disponibile a intervenire nei prossimi giorni “per trovare una sintesi” con il presidente della Lombardia Attilio Fontana.

Fonti non confermate ufficialmente fanno sapere che la Regione non prenderà decisioni fino al vertice con il Cts previsto per venerdì. “Non siamo a febbraio o marzo-interviene il prefetto Saccone- siamo più preparati ma consapevoli dei rischi per l’evoluzione della situazione. Nei mesi scorsi abbiamo effettuato oltre 200mila controlli negli esercizi commerciali, con 383 ‘chiusure’ per regole non rispettate”. Il Dpcm, conclude, “ci facilita i controlli. Sono misure molto utili”. 

“Personalmente credo che sarebbe un errore immaginare che nelle scuole o universita’ si vada verso la didattica a distanza totale”, commenta ancora il Sindaco di Milano Beppe SALA a margine del vertice con i delegati delle Ats, i rappresentanti degli ospedali e il prefetto della città Renato Saccone. “Credo che le lezioni da casa sarebbero utili se abbinate a quelle in presenza”, continua. Un discorso che riguarda anche lo smart working: “In comune abbiamo già 6 giorni su 20 di lavoro da casa. Ora stiamo riflettendo con i collaboratori e gli assessori”. Il sindaco ribadisce poi “di non essere contrario” al lavoro agile e che quanto detto recentemente “era un richiamo fatto in un momento diverso. Ora la situazione è di nuovo cambiata”. Rispetto a marzo “riusciamo a gestire meglio il problema” ma è fondamentale “che le persone non arrivino negli ospedali”. C’è però “una parte significativa della popolazione che non vuole fare il vaccino antinfluenzale”, sottolinea SALA. “Come confermano gli esperti, vaccinarsi è importante, chi non lo fa se ne assuma le conseguenze”, conclude.

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