Covid – Ue, firmato accordo per 300 milioni di vaccini con Sanofi e GSK. Pronti per seconda metà 2021

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Dopo la firma ufficiale tra Sanofi-GSK e la Commissione, oggi e’ entrato in vigore il relativo contratto con il quale tutti gli Stati membri potranno acquistare fino a 300 milioni di dosi del vaccino prodotto da Sanofi e GSK (che hanno unito le loro forze in questa occasione). Lo fa sapere in un lungo servizio Radiocor. Gli Stati potranno anche donare dosi riservate ai Paesi a reddito medio-basso. Sanofi e GSK si sono impegnate a rendere disponibile in tempi brevi una quota significativa della loro fornitura di vaccini mediante una collaborazione con lo strumento per l’accesso globale ai vaccini contro la Covid19 (Covax), lo strumento internazionale per l’accesso equo e generalizzato ai vaccini contro il Covid-19 a prezzi contenuti. La Commissione ha gia’ firmato un contratto con AstraZeneca e continua a negoziare accordi analoghi con altri produttori di vaccini (Johnson & Johnson, CureVac, Moderna e BioNTech), con i quali ha concluso colloqui esplorativi.

Sanofi e Gsk stanno sviluppando insieme un vaccino ricombinante – continua Radiocor – contro il Covid-19, utilizzando tecnologie innovative di entrambe le societa’. Sanofi partecipera’ con il suo antigene della proteina S di Covid-19, che si basa sulla tecnologia del dna ricombinante. Gsk mettera’ a disposizione la sua tecnologia adiuvante, di particolare importanza in una situazione di pandemia in quanto puo’ ridurre la quantita’ di proteine del vaccino necessarie per dose e consentire cosi’ di produrre piu’ dosi di vaccino e proteggere di conseguenza un maggior numero di persone. La combinazione di un antigene proteico e di un adiuvante, indica la Commissione, e’ ben consolidata e viene utilizzata in una serie di vaccini attualmente disponibili per accrescere la risposta immunitaria. Puo’ anche migliorare la probabilita’ di ottenere un vaccino efficace che possa essere fabbricato su vasta scala. Le societa’ hanno avviato uno studio di fase 1/2 a settembre, cui fara’ seguito uno studio di fase 3 entro la fine del 2020.

In caso di successo, e fatte salve considerazioni di tipo normativo, le societa’ puntano a disporre del vaccino entro la seconda meta’ del 2021. Insieme agli Stati membri e all’Agenzia europea per i medicinali, la Commissione fara’ uso degli strumenti di flessibilita’ esistenti per accelerare l’autorizzazione e la disponibilita’ di vaccini efficaci contro il cornavirus. Il processo di regolamentazione, indica Bruxelles, ‘sara’ flessibile ma restera’ solido: qualsiasi vaccino immesso sul mercato dovra’ soddisfare i necessari requisiti di sicurezza ed essere sottoposto alla valutazione scientifica dell’Agenzia europea per i medicinali nell’ambito della procedura di autorizzazione all’immissione in commercio’.

In cambio del diritto di acquistare un determinato numero di dosi di vaccino in un dato periodo, la Commissione finanzia una parte dei costi iniziali sostenuti dai produttori di vaccini attraverso accordi preliminari di acquisto. I finanziamenti erogati sono considerati un acconto sui vaccini che saranno effettivamente acquistati dagli Stati membri. La Commissione aggiunge che ‘il costo elevato e l’alto tasso di insuccesso rendono gli investimenti in un vaccino contro il Covid -19 estremamente rischiosi per gli sviluppatori di vaccini: gli accordi preliminari di acquisto consentono quindi di effettuare investimenti che, altrimenti, con buona probabilita’ non sarebbero realizzati’. La Ue si impegna inoltre a garantire che chiunque necessiti di un vaccino lo ottenga, ovunque nel mondo e non solo in Europa.

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