Caro Conte, le vacanze le pagheremo il 22% in più!

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La sicurezza non la paga il governo, ma è a carico delle imprese e dei cittadini.

Della serie, adeguatevi e sborsate. Ecco che iniziano a circolare le prime proiezioni sui possibili costi delle prossime vacanze estive.

Chi potrà permettersi le ferie, e già questa è la premessa, secondo il Codacons, “ipotizzando uno scenario in cui ad agosto gli aerei potranno partire con un numero limitato di passeggeri per garantire le distanze minime a bordo, gli ombrelloni saranno distanziati in spiaggia e vi saranno limiti alle presenze presso strutture ricettive, ristoranti e altri locali pubblici”… ebbene, una vacanza di 10 giorni potrebbe costarci fino al 22% in più rispetto allo scorso anno.

L’associazione calcola infatti che la spesa procapite passerebbe così dai 736 euro del 2019 agli 898 euro del 2020, in piena era coronavirus, con un incremento di circa 162 euro a persona.

Già si parla di costi in crescita per i trasporti, dagli aerei ai traghetti.
 “Aumenti inevitabili e legati ad un doppio fattore – spiega il presidente Carlo Rienzi – Da un lato attività ed esercenti dovranno fare i conti con nuovi costi legati al coronavirus, come quelli per sanificazione e sicurezza dei locali, inesistenti fino allo scorso anno; dall’altro il rispetto delle distanze minime in spiaggia come in aereo, provocherà un limite alle presenze e quindi una riduzione dei ricavi per società e imprese turistiche, a fronte di costi di gestione sempre più elevati. Un cortocircuito che, inevitabilmente, finirà per avere conseguenze sui prezzi e sulle tariffe praticate al pubblico, determinando una maggiore spesa a carico di chi si concederà questa estate una vacanza”.

Photo by Alex Perez
   

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