Tabacci: Non accetto morale da chi dice di aver speso 49 milioni in manifesti e invita under 40 a non vaccinarsi

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“Mio figlio in Leonardo ha un rapporto di lavoro subordinato, un contratto da quadro. È un fatto, ma fingono tutti che non esista. Non ha nessun potere decisionale, nessun potere di firma. Quindi un conflitto di interesse con la mia delega alle politiche spaziali e aerospaziali sarebbe stato impossibile. E l’assunzione, come ha ricordato l’azienda, è frutto di una selezione fatta a novembre 2020. A quel tempo nessuno, io per primo, immaginava un mio ruolo di governo”. Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Bruno Tabacci, che in un’intervista al “Corriere della Sera” spiega le ragioni che lo hanno indotto a rinunciare alla delega allo Spazio e all’Aerospazio. Come mai ha deciso di rinunciare alle deleghe? “L’ho fatto per non creare difficoltà ulteriore al governo del mio Paese, a fronte di una sequela di attacchi strumentali piena di falsità, non avendo ‘bestie’ sui social né schieramenti politici per difendermi”. Secondo Tabacci, dietro i ripetuti attacchi che ha subito, c’è “un solo e unico obiettivo: la gestione dei programmi spaziali. Ci sono interessi enormi, specie ora che è partita una nuova corsa mondiale allo spazio. Ho tagliato subito certi ponti con il passato e così, da una certa destra, a proprio agio con qualche ambiente dei servizi che non accetta il nuovo corso, è partita la guerra. Si faccia bastare questo perché non aggiungo altro”.

“La realtà – prosegue – è quella che ho esposto. Ho servito il mio Paese con disciplina e onore per alcuni decenni. E sono sempre orgoglioso della mia storia democratico-cristiana. Non accetto di farmi fare la morale da chi ha fatto sparire 49 milioni e dice ‘li abbiamo spesi in manifesti’, da chi è andato a dire in giro che sotto i 40 anni non ci si deve vaccinare. Chi fa politica così è pronto a tutto”. C’è un legame tra il lavoro di suo figlio e il suo lavoro al governo? “Lo stesso legame che può esserci tra qualsiasi dipendente di un’azienda partecipata dallo Stato senza poteri decisionali, un quadro o un impiegato, e le scelte di un governo. Fa ridere anche solo a dirlo. Ma ne hanno fatto un polverone. Non è politica questa. Ma dubito l’avranno vinta. “Qualcuno forse pensava che, tolto Tabacci, ci sarà via libera. Penso invece che Draghi troverà una soluzione istituzionalmente ancora più forte e strutturata. Per il resto, il presidente del Consiglio mi ha ribadito la sua fiducia, chiedendomi di continuare ad occuparmi di coordinamento della politica economica e del Cipess. Ed io di questo gliene sono grato e cercherò di fare al meglio il mio dovere”, conclude Tabacci.

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