SCOZIA – Sturgeon e il documento per tornare in Europa, da indipendenti

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La Scozia torna a ribadire la sua fame di indipendenza e anche il desiderio di tornare in Europa, fuori quindi dalla Brexit.

Un  prospetto economico del governo di Edimburgo, ne dà notizia l’agenzia Nova, contiene proposte su questioni chiave che vanno dalla moneta, alla definizione e gestione dei confini, alla politica migratoria. “Nel 2014 ci era stata promessa la stabilità se avessimo votato no all’indipendenza. Invece abbiamo ottenuto l’austerità”, ha commentato la premier scozzese, Nicola Sturgeon. “Non sono questioni astratte. Stanno provocando danni reali alla nostra economia, ai nostri servizi pubblici, ai costi dei mutui e alle pensioni”, ha continuato la prima ministra. A suo avviso, ci sono “prove schiaccianti” che Paesi vicini e indipendenti paragonabili alla Scozia sono “più ricchi, più produttivi, più giusti e più felici” rispetto a “una Scozia sotto in controllo di Westminster”.

Per la Scozia si tratta di tornare a rapportarsi come prima economicamente, commercialmente con tutti i 27 Stati membri. E aprire al flusso di lavoratori che invece la Brexit ha bloccato. 

Secondo la premier è tempo per “una discussione sincera e adulta” sul futuro del Paese. “Non fingerò mai che sia tutto semplice a proposito dell’indipendenza, ma il premio potenziale indica che ne vale la pena, per noi e per le generazioni future”, ha affermato. “Abbiamo già molte delle istituzioni chiave di cui ha bisogno una nazione indipendente. Se aggiungiamo le nostre basi economiche solide e un potenziale immenso, probabilmente nessun Paese nella storia è mai stato meglio preparato della Scozia a diventare indipendente”, ha proseguito Sturgeon.

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