Referendum. Battaglie sul nulla. Come per l’autonomia

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Mancano ormai poche ore al tanto atteso referendum sulla giustizia. Tanto atteso da chi?

Tolti gli addetti ai lavori, i patiti della tintarella e gli ex partigiani, il gruppo più nutrito di interessati a questo referendum rimangono i nostri amati politici.

Una classe allo sbando. Come da manuale, i referendum divengono in Italia subito lotte di schieramento (finte), sondaggi elettorali e battaglie eteree sul nulla. Non che la giustizia vada bene così, anzi. La giustizia necessiterebbe una rifondazione profonda, completa e priva di timori reverenziali il prima possibile. Una rivoluzione ben più profonda di quella proposta dai cinque quesiti che verranno proposti domenica. Ma la domanda principale è: perché dovremmo andare a votare?

In particolare, perché Veneti e Lombardi dovrebbero perdere due preziosi minuti della loro esistenza per andare a votare un nuovo referendum quando quello del 2017, il nostro referendum, quello sull’autonomia regionale è stato totalmente ignorato? Ignorato da chiunque, destra, sinistra, da chiunque! Perché?

Quanto è fastidioso per noi Lombardi e Veneti assistere a questo patetico teatrino organizzato dai politici Italiani che fanno finta di bisticciare sul Sì o sul No per una manciata di voti o per dire alla gente: “Ehi! Ci siamo anche noi! Siamo ancora tutti qui! E lavoriamo ancora per voi, non abbiamo delegato tutto al ‘Sciür Mario’!

Sono passati quasi cinque anni dal nostro referendum sull’autonomia, cinque anni di silenzi assordanti, cinque anni di nulla e una sola grandissima, gigantesca, abnorme presa per il culo alle due regioni cardine dell’Italia, e ai due popoli principe della Padania.

Basta, diamo un segnale forte, l’astensionismo in Lombardia e in Veneto dovrebbe sommergere inesorabilmente questa classe politica farlocca, l’astensionismo in Lombardia e in Veneto dovrebbe travolgere e scardinare le pagine di tutti i quotidiani del regime romano!

Tanto ci sarà sempre qualcuno a dire che i Lombardi e i Veneti non si sono recati alle urne perché hanno preferito andare al lago a prendere il sole o in montagna a scarpinare, ma mentiranno, come sempre, sapendo di mentire.

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