La chiamata diretta di 2800 nuovi burocrati per gestire il Pnrr? Al Nord nulla da ridire?

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di Roberto Gremmo – Siamo alle solite: per il Sud succhione senza fondo non valgono le regole del nord, specie quando si parla di posti pubblici. E’ dei giorni scorsi la notizia che con un decreto, il governassimo di cui la Lega per mohito e’ magna pars ha deciso di assumere con chiamata diretta ben 2800 nuovi burocrati da impiegare per l’attuazione del mitico piano di gestione dei cospicui fondi che stanno per arrivare dall’Europa. Chiamata diretta che se qualcuno decidesse di applicarla al Nord finirebbe linciato in piazza con l’accusa di favoritismo. Ma la terra dei capperi e dei mandolini gode di immunità legislativa e nessuno si permette di muovere critiche ad una decisione zoppicante che, oltre tutto, nasce dopo il fallimento del tradizionale reclutamento degli impiegati pubblici.

Come e’ purtroppo noto, nella prospettiva di trovare personale per il Piano di resilienza nelle regioni meridionali era stato indetto un regolare concorso, finito malissimo, dopo due tentativi andati a vuoto. La prima selezione era stata annullata perché (complice anche il reddito di cittadinanza poltronara) si erano presentati molti meno candidati dei posti disponibili. Il secondo tentativo era andato peggio, perché i concorrenti non avevano superato le pur semplici prove e le bocciature erano fioccare copiosamente .Adesso si e’ deciso, mohihisti consenzienti, di permettere alla Agenzia di coesione territoriale di assumere la nuova burocrazia con questa formula della chiamata diretta che ai calvinisti nordisti fa venire l’orticaria. Noi ingenui ci facciamo i gargarismi col federalismo e le autonomie e questi ci mangiano in testa?

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