Catalogna, “Estranei a rapporti con servizi segreti russi. Dialogo per riconoscimento internazionale continua”

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 Il confronto con lo Stato spagnolo e’ “inevitabile” per ottenere l’indipendenza della Catalogna ma bisogna prepararsi alla fase in cui la risposta di quest’ultimo sara’ di nuovo “un no a tutto” mantenendo la repressione e minacciando i cittadini. E’ quanto sostenuto dall’ex presidente della Generalitat catalana e leader di Uniti per la Catalogna (JxCat), Carles Puigdemont, in una lettera inviata a tutti i membri registrati del Consell per la Republica (CxRep), organizzazione privata, presieduta dallo stesso Puigdemont, che cerca di organizzare e promuovere l’indipendenza catalana dopo la dichiarazione unilaterale d’indipendenza del 2017. Secondo il leader di JxCat, questo organismo aiuta a ricordare allo Stato spagnolo la sua “vergogna democratica”, con un capo di Stato, il re Felipe VI, che ha “criminalizzato ed escluso milioni di cittadini”.

Per Puigdemont, lo Stato “si e’ assunto la responsabilita’ di rendere inevitabile il confronto”, ricordando che tra poche settimane si celebrera’ il quarto anniversario della referendum del primo ottobre e della dichiarazione unilaterale d’indipendenza. Secondo l’ex presidente catalano, il movimento indipendentista ha lottato negli ultimi quattro anni affinche’ la “dura repressione” dello Stato non offuschi cio’ che e’ successo, e ha lavorato affinche’ cio’ che e’ stato costruito finora “sia il lavoro di tutti, e non di qualche partito”. Per Puigdemont, e’ stata percorsa una strada difficile, necessaria e incompleta verso il riconoscimento internazionale di una repubblica catalana.

“Sappiamo, con la chiarezza fornita dalla storia delle relazioni passate e recenti tra la Catalogna e la Spagna, che c’e’ solo un modo per raggiungere questo obiettivo. E che non ci sono scorciatoie edulcorate, morbide e innocue”, ha ammesso il leader di JxCat. L’indipendenza della Catalogna come nazione sovrana ed indipendente non arrivera’, dunque, “senza dover combattere per essa nelle strade e nelle istituzioni”, ha concluso Puigdemont.

Il rapporto della Guardia civil spagnola, ripreso da vari media, sui presunti rapporti tra l’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, ed i servizi segreti russi e’ pieno di “falsita’ ed incongruenze”. E’ quanto affermato dallo stesso Puigdemont in un comunicato, sostenendo che l’unico scopo del rapporto e’ quello di “criminalizzare e screditare l’indipendenza agli occhi della comunita’ internazionale presentandola come un elemento destabilizzante”. Per il leader indipendentista catalano, le fughe di notizie apparse sono “decontestualizzate dalla realta’” e ci sono molti altri messaggi su situazioni politiche in altri Paesi che sono “intenzionalmente omessi”. Per Puigdemont si tratta, dunque, di una manipolazione che “danneggia chiaramente il diritto a un’informazione veritiera e rigorosa”. In questo senso, la presunta rivelazione di conversazioni private “che non hanno nulla a che vedere con un crimine, e’ uno strumento in piu’ della guerra sporca che lo Stato spagnolo sta conducendo contro la Catalogna“, con l’obiettivo di mettere fine al movimento indipendentista. L’entourage di Puigdemont ha chiarito che tutte le sue attivita’ internazionali sono “perfettamente legali” e mirano a contribuire alla risoluzione del conflitto politico. 

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