Autonomia dopo il 2023? Ciambetti smentisce ma la Lega si impantana nella legge quadro

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di Stefania Piazzo – Aveva fatto scalpore l’uscita del presidente del Consiglio regionale veneto, Roberto Ciambetti, sul tema dell’autonomia. Poi da lui smentita. Il Mattino di Padova l’altro giorno aveva riportato la frase che resterà pietra d’inciampo per qualcuno. Ovvero, l’autonomia non arriverà neppure in questa legislatura. Un fraintendimento, anzi no, neppure pensata una cosa simile. Tanto che Ciambetti era subito corso a dichiarare: “Alla consigliera Camani (Pd, ndr) rispondo che ho già chiesto la rettifica ai quotidiani che mi hanno attribuito sul processo autonomistico affermazioni  che non avevo rilasciato”.

Ecco la frase incriminata e smentita.

Quindi smentita la frase “Non si porta a casa in questa legislatura perché il blocco sociale del Sud e di Roma capitale in Parlamento è troppo forte. Al sindaco Gualtieri hanno dato gli stessi poteri della regione Lazio, mentre si chiude la porta al Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna”, è tutto a posto?

Mica tanto. La frase incriminata, che il quotidiano colloca nell’ambito del convegno sui 10 anni dello statuto del Veneto organizzato dal professor Sandro De Nardi al Bo, rilancia al di là di tutto la questione dei ritardi sull’autonomia, opera perennemente incompiuta.

E così, ieri, Il Giornale di Vicenza torna a bomba, come a bomba era arrivata la pesante critica di Paolo Franco, già senatore leghista, oggi responsabile Comitato per l’autonomia del Veneto e iscritto all’associazione Autonomia e Libertà, fondata da Roberto Castelli. Franco aveva puntato il dito contro il voto rapido, veloce e immediato della Salvini Premier per concedere a Roma l’autonomia, mentre in Veneto ancora da 5 anni si aspetta un segnale di fumo dopo il referendum.

Dibattito quindi bollente. Ora l’ipotesi che circola, rilancia anche il quotidiano berico, è una legge quadro. Che demandi, ancora una volta, ad accordi Stato Regioni. Ma come? La Costituzione dice già cosa fare. U a legge quadro sarebbe l’ennesimo contenitore, vuoto, per spacciare lucciole.

Un legge quadro per fissare (di nuovo?, ndr) un’intesa con il Governo sull’autonomia. Ma allora i tavoli, le bozze, 5 anni di fumo? Le preintese? Eh niente… E così, Franco ribadisce l’evidenza, “Lo scandalo è che quel voto lo abbiano dato in pochi minuti mentre qui in Veneto da 5 anni attendiamo l’autonomia. Anche nella Lega, quindi, c’è chi dice una cosa qui e ne fa un’altra a Roma”. Non da ora.


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