Covid: “Regione Lombardia efficiente”. Granitica certezza…

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di Max Rigano – Si sono presentati in aula lo scorso 8 settembre. Il Presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia, il leghista Emanuele Monti ha preso la parola. Ed ha in 8 punti cercato di smontare le ragioni dell’opposizione che chiedeva le dimissioni del Governatore Fontana “per il cui operato si è rotto il patto fiduciario con i cittadini”. Tra le accuse più rilevanti mosse dal Presidente della commissione, ai Cinque Stelle e al Pd: l’aver salvato 9 mila persone dal possibile decesso perché in percentuale la Lombardia ha avuto meno morti dell’Emilia Romagna (2.5% contro 3.1%).

Infine, aver proceduto a realizzare i tamponi cui inizialmente la sinistra s’era dichiarata contraria, in quanto gli esiti apparivano incerti, ed infine essere stati più celeri del governo nel chiedere l’intervento per far diventare zona rossa Alzano e Nembro. Prova provata, queste ultime, del buon operato della Regione che avrebbe sempre agito per aiutare il popolo lombardo.

Ebbene nei convulsi mesi di febbraio, marzo e aprile di quest’anno, le cose sono andate come il consigliere Monti e con lui tutta la Lega, sostiene? Davvero davvero tutto perfetto? Irreprensibile o non è che la perfezione, nella foga del momento, nella drammaticità di quelle settimane, sia stata sopraffatta da altro destino? Così, per dire…

Nel mese di aprile, il giorno 14, alle ore 10.20 inviavo personalmente un messaggio via WhatsApp all’assessore alla Sanità Giulio Gallera.
Messaggio in cui inviavo un video pubblicato su YouTube da una giovane ragazza, romana, ma a Milano da più di dieci anni: Veronica Rencricco. La giovane denunciava un sospetto caso di Covid. Dichiarava di essere in autoisolamento da diverse settimane. Dichiarava di stare malissimo, e chiedeva aiuto alla Regione, non riuscendo ad avere dalle strutture sanitarie di Porta Romana a Milano, in pieno centro storico, alcuna risposta in merito all’opportunità di poter fare un tampone. Ma si sa, erano giorni difficili, convulsi… Da piena emergenza. Non è colpa di nessuno.

Seguirò Veronica nelle settimane successive. Quando, impotente di fronte alla gigantesca macchina “da guerra” lombarda, deciderà di tornare a vivere a Roma. “Stupita da come la Lombardia si è dimostrata efficiente”.

Fino a prova contraria, ad oggi non mi risulta, a meno che io mi sbagli, che
nessuno abbiano risolto i quesiti di Veronica. Una donna che viveva in pieno centro storico, in una palazzina in cui avrebbe potuto generarsi un focolaio. Ma, si sa, erano giorni complicati… Convulsi, fatti da grandi numeri e grandi emergenze. Qualcosa può sfuggire.

Nel mese di maggio il giorno 19 alle ore 17.39 scrivo invece al Governatore Fontana. Lo avvisavo che una mia cara amica, dipendente della Regione Lombardia, segnala un sospetto Covid, senza che nessuno delle autorità sanitarie pure interpellate, avesse ancora avuto modo di farle un tampone. Ma si sa, erano giorni convulsi, mancavano i tamponi, i reagenti…. Esplodeva la pandemia… Qualcosa può sfuggire. Non è colpa di nessuno.

Anche questa signora abita a Milano. Attorno alle 18.00 dello stesso giorno ricevo una telefonata del Governatore che vuole avere subito il numero della signora. Prontamente avvisata e autorizzato, inoltro il numero. Ringrazio ancora per l’interessamento. Nel volgere di 24 ore ricevo anche una telefonata dall’ufficio stampa dell’assessore alla Sanità. Mi viene garantito che qualunque nominativo di persona sospetta Covid da me segnalata verrà contattata e subito sostenuta. Per fortuna! Segnalo 8 persone tra quelle che in quei giorni sanno del mio lavoro che mi mette nelle condizioni di essere in contatto le istituzioni per aiutare chi viveva situazioni di difficoltà.

Poi però vuoi l’emergenza o la concitazione di quei giorni, mi risulta che su otto segnalazioni ne siano andate a buon fine tre, tra cui Veronica, che una volta contattata non verrà però mai tamponata e deciderà per questo di tornare a Roma. Si sa, erano giorni convulsi e difficili, che giravano attorno ai grandi numeri. Tre su otto è già un miracolo in piena emergenza. O no?Mancavano i tamponi, i reagenti, si moriva in corsia, qualcosa può sfuggire. Non è colpa di nessuno. Meglio che niente.

Altre due persone vengono contattate ma una di loro dopo un paio di settimane mi richiama.
“Non hanno fatto niente, mi hanno abbandonata”. La dipendente della Regione da me segnalata farà nei giorni successivi un esame sierologico. Negativo, peraltro. Beh dai ragazzi, mancavano i tamponi, i reagenti, si moriva in corsia, qualcosa può sfuggire. Non è colpa di nessuno.

Dal 24 maggio, cinque giorni dopo l’ultimo contatto con il Governatore, il contatto con l’assessorato s’interrompe. In quei giorni pubblico ogni giorno un bollettino di quanti sono stati chiamati dalla Regione e quanti invece no. Dopo cinque giorni la Regione decide di rompere qualunque rapporto con il sottoscritto. Si sa, sono giorni convulsi, mancavano i tamponi, il materiale per fare i test… Comprensibile, no? C’erano ben altre priorità non si può dare retta a tutti, tutti i giorni. E’ una pandemia non un’influenza di quartiere. Non è colpa di nessuno.

Nella settima di aprile, esattamente il giorno 10 alle ore 19.28 invio una mail all’assessore Raffaele Cattaneo indicando in modo particolare che un’azienda, di cui non ho fatto il nome, mi segnalava che la centrale acquisti della Regione, avrebbe ricevuto nel mese precedente la proposta di poter ottenere a stretto giro 8 milioni di mascherine per l’emergenza che si era determinata e, a dire dell’azienda, ad un congruo prezzo di mercato. Aria avrebbe risposto di essere interessata. E’ vero o non è vero che dopo 7 giorni la prima recezione, avrebbe dichiarato all’azienda medesima di formulare “un’ultima quotazione”, con un rilancio al ribasso del prezzo? Considerata l’urgenza di trovare dispositivi di protezione che dovevano servire alla tutela della vita degli operatori sanitari? Mi pare giusto. L’assessore mi rispondeva 5 giorni più tardi, dicendomi che mi avrebbe fatto contattare dal suo ufficio stampa. Sono certo che tutto sia andato nel modo migliore. da cittadino avevo solo segnalato.

Che dire? Presidenza e assessorato si sono prodigati al massimo.

Insomma, nessun lombardo è stato abbandonato a se stesso, le istituzioni, anche personalmente interpellate, si sono impegnate per fare il possibile. Se qualche problema c’è stato è perché si era al fronte. Eravamo come in guerra, anzi, siamo ancora in guerra, in una tregua in cui ci si può anche permettere di dire: però, siamo stati bravi. Giusto.

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