Quanto ha incassato lo Stato con le multe anti-Covid?

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di Riccardo Rocchesso – Pecunia impetrat omnia. Di multe salate, alcune salatissime, ne sono fioccate tante da marzo di quest’anno. Sia ai cittadini che a molti imprenditori. I bonifici, invece, quelli dell’Inps, per esempio, hanno tardato ad arrivare e a molte partite Iva non sono ancora arrivati. Non si può più lavorare, non si può più guadagnare e come se non bastasse, almeno per lo Stato, il cittadino deve essere anche tartassato a suon di multe costose.

Ma quanto hanno incassato lo Stato ed i comuni dalle misure di prevenzione al Covid?
Non sapendo cosa sia successo agli alti livelli partiamo da quelli bassi. Ovvero le migliaia di multe date ai cittadini “ribelli” che non volevano o si sono dimenticati di attenersi alle misure anti-covid. Deve essere davvero un bel business.

Facciamo un calcolo, molte testate hanno dichiarato che solo a Pasqua, sono fioccate quasi 15.000 multe ai cittadini disobbedienti.

15.000 x 400 (media di una multa Covid) sono 6.000.000 di € di introiti per lo Stato. In un unico giorno.

Ora, non potendo ovviamente calcolare dal 9 marzo ad oggi la totalità dei verbali consegnati ai cittadini, sarebbe davvero difficile ponderare su un anno quanto abbia incassato lo Stato. Ma, se solo a Pasqua, certo giorno di festa ma all’interno di un periodo temporale in cui tutti i cittadini erano molto solerti, si sono realizzati quei numeri, quanto hanno “fatturato” vigili e forze dell’ordine da queste ordinanze per conto del Governo in 7 mesi? E perchè, le misure di contingentamento alla crisi per i cittadini, nel frattempo, tardano ad arrivare?

Si parla, quasi sicuramente, di centinaia di milioni di euro che, potevano sicuramente aggiungersi, in un paese civile anche se in difficoltà come il nostro, agli ammortizzatori sociali per cittadini ed imprese.

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