L’Italia blocca camion di gel disinfettante verso la Svizzera. Berna: un furto di Stato

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La notizia non sgomita per apparire tra le agenzie. Eppure l’Italia blocca i camion e confisca i disinfettanti in viaggio verso la Svizzera. L’Associazione dei trasportatori stradali (Astag) parla di “furto di stato”. Secondo il presidente dell’Astag Adrian Amstutz, il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha interpellato Roma in merito. E’ quello che si legge sul portale della Tv svizzera italiana, non con poca incredulità.

Ma vediamo di che si tratta.

L’azienda Victory Switzerland importa articoli da tutto il mondo, spiega tvsvizzer.it. “Da una settimana, l’Italia ha bloccato un suo camion al confine italo-svizzero a Domodossola, carico di prodotti acquistati all’estero. Nella fattispecie si tratta di gel disinfettante per le mani, ci precisa l’amministratore delegato Daniel Gerber. Le autorità doganali italiani hanno confiscato il carico senza indugi. Il prodotto in questione dovrebbe essere consegnato alla protezione civile a Domodossola”.

Da non crederci!

Si tratta di una imponente commessa pari a 1’800 kg di gel disinfettante, e “l’Ufficio delle dogane di Verbania Cusio Ossola giustifica la decisione di bloccare il carico sulla base di diversi decreti e disposizioni che permettono appunto di sequestrare materiale di protezione destinato all’esportazione”.

“L’indennità eventualmente spettante al proprietario – si legge nel documento – verrà determinata e liquidata con provvedimento del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19”.

Ecco l’antefatto commerciale.
La Victory Switzerland aveva pagato con regolare fattura di 30mila franci (circa 28mila euro) e ordinato il gel alla società tedesca Gifts & Beauty Handels GmbH di Herdecke. Ma il punto è che il gel è però prodotto in Italia. E per una strana triangolazione che mira a tenere in casa quel che serve, la commessa è stata fermata.

Morale: l’Italia dice che chi ha venduto e acquistato saranno indennizzati. In tempi italiani? Ma le spese del trasporto sono e restano a carico dell’acquirente.

Ma non è la prima volta che la libera circolazione è un diritto solo sulla carta. “Già a inizio marzo – dettaglia la tv svizzera – la Victory aveva avuto lo stesso problema ad Amburgo. Le autorità tedesche avevano bloccato 314’000 maschere protettive provenienti dalla Cina e destinate alla Svizzera. In seguito all’intervento della Confederazione, il governo tedesco aveva poi lasciato partire la spedizione due giorni dopo”.

Sapete come ha definito il ministro svizzero degli esteri Ignazio Cassis, l’episodio? precisa. “È un furto di Stato”.

Photo by Tai’s Captures

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